Intervistata ai microfoni di Emilia Condarelli per il programma Strettamente Personale di Rtv, la donna scomparsa per 24 ore a Reggio Calabria Tiziana Iaria, ha raccontato del suo “sequestro lampo“. Tiziana Iaria è stata ascoltata per 7 ore dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria che ha anche proceduto alla perquisizione della macchina e dell’abitazione della donna. “Una vicenda che ha parecchi punti oscuri” afferma Emilia Condarelli.
“Ho avuto un pugno allo stomaco – afferma Tiziana Iaria. Come tutti i giorni alle 9 ho aperto l’ufficio, ho lasciato le collaboratrici e ho preso una carpetta gialla con dei documenti che dovevo portare all’avvocato Nino Aloi pochi isolati più avanti del mio ufficio e sono uscita. Ho lasciato il cellulare perchè serviva per esigenze d’ufficio. Sono uscita e due isolati più avanti mi ha avvicinato una signora con un bambino in braccio e mi ha chiesto se potevo aiutarla a mettere il bambino nel seggiolino nella macchina”.
“Ho preso il bambino in braccio, sono entrata dalla parte del marciapiede e ho messo il ginocchio dentro per poggiare il bambino e da dopo aver poggiato il bambino sul seggiolino non ricordo più nulla. Mi sono svegliata in una stanza seduta in una sedia al buio, la stanza era di una casa però doveva essere in mezzo a dei giardini perchè quando siamo usciti per tornare qui io ho visto degli alberi fuori. Ricordo che ero senza occhiali e senza non vedo bene. La notte sono stata segregata in questa sedia di legno con i braccioli in una stanza buia ma non mi hanno mai legata. Nella stanza accanto sentivo la voce di due uomini, ho provato ad aprire la porta ma era chiusa. Poi mi hanno messo in macchina e mi hanno riportato in città, mi hanno obbligata a bere qualcosa in un bicchiere e poi in ospedale hanno detto che era droga. Quando mi hanno riportata in città io ero dietro su un mezzo tipo un furgone e non vedevo nulla: poi sono stata lasciata a 3 isolati da casa. Il tragitto in macchina è stato circa di 20 minuti”.
