Nuova pagina di quello che è diventato uno dei temi caldi a Reggio Calabria: la chiusura del Centro Sociale di Sbarre. La storia è ormai arcinota: a causa di lavori di ristrutturazione, l’immobile è stato chiuso dall’oggi al domani, scatenando l’ira degli anziani che si ritrovavano nella struttura. Su questo, nella Commissione di qualche giorno fa, l’Amministrazione – anche e soprattutto nella persona dell’Assessore Nucera, ma anche di Latella e Marino – ha detto chiaramente che la politica non era a conoscenza della chiusura. Oggi, nella nuova Commissione alla presenza della Dirigente del Settore Iolanda Mauro, tutto il contrario. La Mauro smentisce in pochi minuti l’Amministrazione precisando che la politica è stata avvisata con una lettera del 4 marzo. Impossibile, dunque, non sapesse. Anzi, impossibile non sia stata avvisata.
“Vi posso descrivere ciò che è accaduto”, esordisce Iolanda Mauro. “Devono essere fatti dei lavori in una serie di circoscrizioni, già da parte del settore grandi opere c’è stata la consegna dei lavori alla ditta. Il settore lavori pubblici ci comunica la data con una nota. Inizialmente i lavori dovevano cominciare l’11. Ci è stato chiesto se ci fosse stato rischio di interferenze, per via della presenza di uffici comunali. Ci hanno detto che c’era il rischio di interferenze, quindi di sospendere le attività lavorative. Alla luce di questa nota io chiudo l’ufficio e faccio interdire l’accesso ai miei dipendenti. Così io faccio una lettera, una nota, il 4 marzo, con cui dispongo la chiusura dell’ufficio di Sbarre a far data dal 6 marzo“.
“Io ovviamente dispongo dei locali al 1° piano, perché ci sono gli uffici demografici, quelli del piano terra sono dell’Associazione del Centro. In questo caso scrivo solo al delegato del settore Welfare. Giorno 5, il precedente alla chiusura, chiamo l’Assessore al Welfare per comunicare questa cosa. Ho avuto anche un’interlocuzione con la signora Tripodi, che non so che ruolo svolga nel centro, che mi ha chiesto rassicurazioni. Gliele ho date, dicendo che i lavori sarebbero durati un mese”.
“Rispetto alle polemiche nate sulla vicenda – aggiunge – dico che questi lavori si fanno per rendere l’immobile fruibile e più efficiente. Si sistemerà la parte esterna, si farà la facciata nuova, verranno migliorati i bagni, si sostituiranno gli infissi. L’immobile verrà restituito in uno stato più decoroso. Si tratta semplicemente di temporeggiare per consentire l’espletamento di questi lavori. Questo è un centro di aggregazione, immagino si possa sospendere, o ci si possa spostare da un’altra parte, non parliamo di un ufficio di servizi essenziali. Io dovevo chiudere perché dovevo garantire l’incolumità delle persone”.
Latella attacca l’Opposizione: “strumentalizzate”
Alla luce di questo intervento, da registrare le parole del Presidente di Commissione, Latella, che se la prende con i Consiglieri di Opposizione: “alcuni Consiglieri strumentalizzano il fatto, perché questa è una cosa positiva e loro fanno confusione, facendola diventare negativa. Non strumentalizziamo le fase più deboli. Noi un’altra struttura la diamo, poi gli anziani decideranno cosa fare. Il 4 è stato fatto l’atto, il 6 è stata chiusa la struttura. Tutto fatto in meno di 48 ore, se il Sindaco è fuori non è che può leggere la posta. Chiedo anche ai dirigenti una maggiore concertazione con la politica. La politica non sapeva per tempo che la struttura fosse chiusa e iniziassero i lavori”.
L’ira della minoranza: Marcianò e Neri imbufaliti
E’ qui che si scatena l’ira della minoranza, anche alla luce di queste lettera del 4 marzo. “Voi siete venuti in Commissione dicendo che la parte politica disconosceva tutto, non sapeva nulla, ha appreso la chiusura dai giornali. Io ho letto le carte. Il 4 marzo è stato mandato l’avviso con tanto di lettera e tra i destinatari c’è il Sindaco Falcomatà. Che si dica che la politica non sappia è una cosa non vera, basta andare a leggere le carte. Che si dica almeno la verità, perché è corretto”, rimarca Angela Marcianò
A lei fa seguito Armando Neri, arrabbiatissimo: “ho le orecchie in fiamme per le contraddizioni che sto ascoltando oggi. L’altro giorno si è discusso della stessa cosa con la parte politica, siete le stesse persone che state dicendo cose diametralmente opposte. Il Presidente, i Consiglieri di maggioranza e gli Assessori hanno detto di non essere a conoscenza del fatto, la minoranza chiedeva le carte. Mi dispiace che chi è presente ascolti queste scene vergognose. Quasi quasi ora la colpa è dei Consiglieri che strumentalizzano? Ascoltiamo continuamente mistificazioni della realtà. Stiamo assistendo all’ennesimo teatrino imbarazzante“.
Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Cardia: “che c’è stato un difetto di comunicazione lo hai ammesso anche tu, Giovanni. Ritengo doveroso che chi fa politica si interessi dei problemi della Terza Età. Io non ho nulla da strumentalizzare, quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Senza preavviso si sono ritrovati fuori, dopo oltre 20 anni. Dentro il centro sociale ci sono degli oggetti personali, che gli anziani non possono prendere perché è stato impedito loro l’accesso. Poi c’è l’esigenza di capire se questi lavori si concluderanno realmente entro maggio. Non c’è possibilità di sede alternativa perché la loro sede è quella. Loro hanno intenzione di aspettare fino a maggio, il loro timore è che questi lavori si prolunghino e i tempi siano più lunghi”.
Versace: “bastava dire scusate”
Sorprendente l’intervento di Carmelo Versace, che pur facendo parte della Maggioranza ammette l’errore: “si poteva risolvere questa situazione semplicemente con uno ‘scusate per il disagio, per il disguido, ci assumiamo la responsabilità’ rivolto a queste persone che utilizzano la struttura. Probabilmente andava gestita meglio la situazione. Però impariamo tutti, quando parliamo, a dire nomi e cognomi; dico questo in riferimento a chi parla di Consiglieri di maggioranza che non sapevano. Impariamo a dire ‘scusate’, parola che in politica non si è abituati a usare“.
Botta e risposta Nucera-Mauro
La Commissione si conclude con l’intervento dell’Assessore Nucera, chiamata in causa da Iolanda Mauro. Nucera continua a negare: “fammi sapere, Iolanda, quando mi hai chiamato tu, io non ho ricevuto alcuna telefonata. Non mi hai detto che il locale sarebbe stato chiuso dalla sera alla mattina, io l’ho saputo dalla stampa. La soluzione è stata trovata e gli anziani saranno momentaneamente spostati”. E la Mauro replica: “ci siamo sentiti il 5 e il 4 ho fatto nota di chiusura, ci siamo detti che il 6 sarebbe stato chiuso. Ce lo siamo dette”.
