Si è svolta nella giornata di martedì 13 febbraio la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” sul tema “1954-2024: i sessant’anni della televisione italiana”. È la domenica del 3 gennaio del 1954 1954. La luce azzurrina del piccolo schermo inizia a fare capolino nelle case dei primi (pochi) italiani che possiedono un televisore. In quell’anno si contano 24 mila abbonati alla Rai (Radiotelevisione italiana) e dagli studi di Torino cominciano le trasmissioni. La prima, alle 14.30, si chiama “Arrivi e partenze”, è condotta nientemeno che da Mike Bongiorno, che intervista personaggi italiani e stranieri in arrivo o in partenza negli aeroporti. È solo la prima di una serie infinita di trasmissioni che anno dopo anno hanno trasformato il nostro Paese con una vera rivoluzione sociale e culturale. Le prime trasmissioni infatti erano pensate come strumento di educazione e di informazione, prima ancora che di intrattenimento: era nato il “servizio pubblico”. Il successo fu da subito inarrestabile: nel 1965 si contavano già oltre 6 milioni di abbonati.
Il palinsesto
Il palinsesto nei primi anni era breve, all’inizio addirittura esisteva solo la fascia oraria di programmazione serale, Mike Bongiorno con Lascia o Raddoppia e poi con il Rischiatutto era il re del giovedì sera, il sabato sera c’era il varietà, Studio Uno, Mille Luci, Canzonissima, mentre la domenica l’appuntamento era con gli sceneggiati o teleromanzi. Per ricordarne qualcuno: La Cittadella, Gian Burrasca, Il Mulino del Po, La freccia Nera, L’Ulisse, Il Commissario Maigret; oggi le chiameremmo Fiction. E come non ricordare Carosello? Generazioni di italiani “sono andate a letto dopo Carosello”, programma pubblicitario che andava in onda per 10 minuti, tutte le sere, con personaggi che sono entrati nella storia del programma: Calimero, Susanna, Jo Condor, l’ippopotamo azzurro!
I personaggi tv
I personaggi Tv di allora erano: Mina, Alberto Lupo, Il quartetto Cetra, Totò, Walter Chiari, Paolo Panelli e Bice Valori, Vittorio Gassmann, Pippo Baudo, Corrado, Enzo Tortora, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, Raffaella Carrà. Il 4 Novembre 1961 la RAI inaugura anche un’alternativa al “Programma Nazionale”, ossia il “Secondo Programma“, ricevibile su una diversa gamma di frequenze (le UHF, Ultra High Frequencies), sistema decisamente più moderno rispetto al primo, ma più difficile da ricevere soprattutto in zone sprovviste di adeguata copertura nelle ore diurne. Nel 1972 si ebbe la prima trasmissione a colori, disponibile solo sul Secondo Programma, in occasione delle Olimpiadi di Monaco di Baviera. Gli anni Settanta furono un’epoca di rivoluzione della televisione, in quanto nel 1976 si vide la separazione definitiva tra il Nazionale (che diventò RAI 1) e il Secondo canale (che diventò RAI 2), l’introduzione dei colori nelle trasmissioni regolari nel 1978 e la creazione di un terzo canale a carattere regionale (RAI 3) nel 1979 e la liberalizzazione delle frequenze.
Dall’analogico che ha ceduto il passo alla trasmissione digitale, dagli appena 15mila televisori alla prima trasmissione regolare agli oltre 43 milioni di oggi in tutta Italia, la nostra televisione si rinnova, accompagnandoci come ha fatto in questi 70 anni, perché la storia si fa e si vive ogni giorno. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi da parte di Antonino Megali (Vice presidente del Circolo Culturale “L’Agorà”. La conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da martedì 13 febbraio.
