“Gesuiti calabresi in Giappone”, iniziativa del Circolo “L’Agorà”

Reggio Calabria, il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza una conversazione sul tema “Gesuiti calabresi in Giappone”

StrettoWeb

Il prossimo 20 febbraio sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” sul tema relativo alla presenza dei “Gesuiti Calabresi in Giappone”. Si tratta di un’indagine, condotta da Gianni Aiello (Presidente del sodalizio organizzatore) derivante dalla consultazione di diversi testi e documenti su tale tema che, per motivi logistici viene sintetizzata nel corso del reportage. I portoghesi e i Gesuiti furono i primi europei ad intrattenere rapporti costanti e regolari con il Giappone.

I gesuiti precedettero di poco i frati francescani

I gesuiti precedettero di poco i frati francescani. Gli stranieri che arrivavano nel sud del Giappone con le loro navi di colore scuro (kuro huneo barche nere, in giapponese, per distinguerle dalle barche locali fatte di bambù, di solito di colore più chiaro) venivano chiamate nan banji (barbari meridionali). In effetti, per vari motivi, erano considerati persone piuttosto rozze e poco educate. I frutti di questo interscambio culturale sono visibili in molti campi del sapere, come la medicina, la pittura, la musica e l’arte militare. Il 22 marzo 1585, dopo un lungo viaggio attraverso l’Europa, giunsero a Roma quattro giovani “ambasciatori” giapponesi. Furono ricevuti da Gregorio XIII e in città la sorpresa e la curiosità furono straordinarie: era infatti la prima volta che Roma scopriva il Giappone, “quelli che stanno agli antipiedi”, come scriveva un diarista coevo.

La missione Tenshō – come fu chiamata – era di far conoscere al Giappone l’Europa, la Cristianità, l’universalità della Chiesa cattolica trionfante. Il messaggio predicato da missionari in Giappone doveva essere così verificato dall’esperienza diretta e raccontato poi in patria. Artefice di questa strategia di reciproca conoscenza fu il missionario gesuita Alessandro Valignano (1539-1606), autore anche di un prezioso testo che insegnava ai missionari il cerimoniale da seguire in Giappone. Tra i primi contatti documentati tra italiani e giapponesi troviamo Antonio Prenestino nato a Polistena. Queste alcune delle cifre che sono emerse nel corso della conversazione organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”. La conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da martedì 20 Febbraio.

Condividi