Una gara di solidarietà per aiutare la piccola Ida: è quanto sta accadendo ad Acri e in tutta la Calabria, dove la comunità sta partecipando attivamente al sostentamento della bambina, 18 mesi, nata con delle malformazioni neurologiche alla 38esima settimana. A raccontare la sua storia è la mamma della piccola guerriera, Silvia, che ha notato che qualcosa non andava poco dopo la nascita: Ida dormiva sempre, non piangeva ed aveva spasmi.
La forza di Ida
Inizia così il calvario di tutta la sua famiglia: “abbiamo visitato gli ospedali di Castrovillari, Cosenza e Catanzaro dove è stata riscontrata la mancanza del corpo calloso. Così abbiamo portato la bambina a Genova, all’ospedale Gaslini, dove la piccola è tutt’ora in cura, e dove le hanno riscontrato delle malformazioni neurologiche su tutta la testa, la corteccia, il cervello e il cervelletto con conseguente epilessia multifocale”.
Ma Ida è una guerriera e, con la terapia farmacologica giusta, “può fare passi da gigante” – assicura la mamma. “Ora esegue terapia domiciliare regolarmente, non sta seduta da sola però inizia piano piano a reggere la testolina, inizia anche a capire le voci e rispondere con dei sorrisi nei momenti di lucidità. Ad oggi però non sappiamo cosa ha esattamente”.
La raccolta fondi “Una vita per Ida”
E per riuscire a dare un nome alla patologia della piccola e ad aiutarla fisicamente e non, è partita una campagna su GoFundMe che, in appena 6 giorni, ha raccolto oltre 5mila euro. Ecco quanto si legge sul testo: “dal secondo mese di vita vive con limiti farmacologici ben precisi senza i quali il suo corpicino inizierebbe a tremare anche se a volte trema uguale, forse solo un po’ di meno. Vive circondata dai confini neurologici, che hanno preso una strada diversa, lontana da quella principale, su tutti i fronti”.
“Ida è una forza della natura, un uragano pronto a sfondare queste frontiere e così eccola qui a 18 mesi a combattere i kilometri, le aspettative e le battaglie usando il coraggio di chi non sa parlare ma sa combattere il mondo in silenzio. Il suo è un silenzio assordante, un silenzio degno di una vita migliore, degna di chi la sa affrontare perché sa che le appartiene”.
“Quando tutto questo accade, tutto questo deve essere ascoltato, abbracciato e sostenuto. Il mondo può dimostrarsi migliore ai suoi occhi e ai nostri perché i confini possono essere cancellati”. Per chi volesse approfondire la storia di Ida, può farlo al seguente link: Raccolta fondi di Giuseppe Gencarelli : Una vita per Ida (gofundme.com)
