Truffa dei buoni pasto in Calabria: funzionario in pensione utilizzava card elettroniche intestate ad altri dipendenti

L'uomo, secondo le indagini della Procura della Repubblica, avrebbe falsificato i documenti e attivato 18 card elettroniche per una somma di oltre 60mila euro

Nonostante fosse in pensione dallo scorso gennaio, ha continuato a fare il furbetto falsificando la documentazione e intascandosi i buoni pasto di altri dipendenti. Trattasi di un ex funzionario della direzione regionale dei Musei in Calabria il quale, insieme ad altre 6 persone, è indagato nell’ambito di un’inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Cosenza che ha portato al sequestro di 63.588 euro.

Le accuse contestate sono di truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica in atti pubblici, ricettazione e indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti. Oltre al sequestro, eseguito a Cosenza, Rende e Aprigliano, sono stati eseguiti anche 7 decreti di perquisizione locale e personale. Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica, sono iniziate lo scorso aprile.

Si è così scoperto che l’ex funzionario in questione,  in qualità di responsabile del servizio di approvvigionamento dei buoni pasto, ha falsificato la documentazione relativi all’anno 2021-2022 riuscendo a far accreditare ingenti somme su 18 carte elettroniche differenti. Quest’ultime erano state segretamente assegnate a dipendenti ignari o che, addirittura, erano ormai in pensione da molti mesi. In questo modo, l’indagato ha potuto utilizzare le diverse card, insieme agli altri coinvolti con cui è legato da vincoli di parentela, per acquistare diversi generi alimentari nei vari supermercati di Cosenza.