Il 28 febbraio del 1951, Maria Callas si esibì al teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, inaugurando la stagione lirica di quell’anno. Venne eseguita l’opera di Giuseppe Verde “L’Aida”. In quell’occasione insieme al soprano Maria Callas, si esibì il baritono urugagio Josè Soler, diretti dall’orchestra del maestro Federico Cupolo. Il 1975 fu l’anno più doloroso della vita di Maria Callas: a marzo morì Aristotele Onassis, e il 2 novembre sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia fu ucciso l’amato Pier Paolo Pasolini (che l’aveva diretta in «Medea» nel 1969).
Il soprano chiuse gli occhi per sempre il 16 settembre 1977, intorno alle 13.30. Era sola, nel suo appartamento parigino al 36 di Avenue George Mandel. Aveva 53 anni. Il referto medico indicò come causa del decesso un arresto cardiaco. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi nel corso del prossimo incontro organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” sul tema “1923-2023: nel centenario della nascita di Maria Callas” .
Il prossimo 12 Dicembre sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” sul tema “1923-2023: nel centenario della nascita di Maria Callas” . Il nuovo incontro, organizzato dal sodalizio culturale reggino, registrerà la presenza del Vice presidente Antonino Megali, che, nel corso del suo intervento, analizzerà le varie vicissitudini sia artistiche che umane di Maria Callas. Nacque a New York il 2 dicembre 1923 da Georgios (George) Kalogeropoulos, farmacista di scarse ambizioni, e da Evangelia (Litsa) Dimitriadou, donna volitiva e vanagloriosa col sogno di una carriera teatrale ostacolato dalla famiglia altolocata.
Dopo il matrimonio (1916) i due sposi si erano stabiliti a Meligala, nel Peloponneso. Nel 1917 era nata Jakinthy, detta Tsaky (Jacquie); nel 1919 Vassilios, morto di meningite a soli tre anni. L’annuncio della terza gravidanza, nella primavera 1923, aveva fatto sorgere improvvisamente in Georgios l’idea di cercar fortuna in America (ma in seguito la moglie lo accusò di essere fuggito perché aveva messo incinta la figlia del sindaco). Erano quindi giunti a New York il 3 agosto e si erano sistemati nel quartiere greco di Astoria (Queens), semplificando il nome di famiglia in Kalos.
Secondo alcune fonti è il 2 dicembre il giorno della sua nascita, altre rimandano al 4, mentre sui registri scolastici accanto al nome dell’alunna è riportato il 3 e all’anagrafe di New York come nei registri dell’ospedale la nascita non viene registrata. La crisi del 1929 mette in difficoltà anche i Callas, con George costretto a vendere la farmacia e reinventarsi in rappresentante di prodotti farmaceutici, ma Litza riesce a impuntarsi e a mantenere comunque le lezioni di musica per la figlia maggiore.
Nel frattempo la seconda canta continuamente e anche la madre è costretta ad accorgersi della sua bravura: investe su di lei le proprie ambizioni e inizia a farla studiare musica e a partecipare a concorsi canori per bambini, ma lo stress da competizione e il poco amore ricevuto in casa spingono Maria a cercare conforto nel cibo, alzandosi anche di notte per rimpinzarsi. Nel 1937 la decisione risolutiva: il padre non appoggia i progetti della moglie e lei lo lascia per tornare in Grecia con le due figlie.
Grazie a parentele e conoscenze, ottiene per Maria un’audizione al Conservatorio di Atene e in seguito una borsa di studio per entrare nella classe di Maria Trivella, ma nel frattempo arriva ad Atene la soprano Elvira de Hidalgo, con un incarico di un anno come insegnante. A causa della guerra gli anni diventano quattro ed Elvira incontra la Callas studentessa; dopo un’iniziale perplessità dovuta alla goffaggine della ragazzina, rimane colpita dal suo talento e ne fa la sua allieva personale e la trasforma da contralto a soprano. A soli diciassette anni Maria è aggregata al corpo di canto dell’Opera di Atene, aspramente criticata dalle colleghe più anziane per la voce giudicata “non bella”, persino aggredita quando sostituisce una collega malata cantando nel ruolo di Tosca.
Il 2 agosto 1947 viene considerato il debutto ufficiale di Maria Kallas (questo il nome d’arte assunto, presto convertito in Callas): aveva 23 anni e in quella Gioconda areniana che la vide protagonista fu attorniata da colleghi di primo livello (Elena Nicolai, Richard Tucker, Carlo Tagliabue, Nicola Rossi Lemeni, Tullio Serafin). Secondo il giornalista che l’intervistò durante le prove, esibiva già un «quasi perfetto italiano» (Il Gazzettino, 22 luglio 1947), che si tinse ben presto di un accento veneto poi mantenuto per tutta la vita.
Nessuno gridò al miracolo per quella interpretazione, ma già alla sua seconda prova italiana – Serafin la portò con sé per il Tristano e Isotta inaugurale alla Fenice di Venezia, rigorosamente in italiano – un orecchio attento come quello di Giuseppe Pugliese la salutò «artista d’una sensibilità musicale non comune, dal gioco scenico felicissimo e sicuro» (Il Gazzettino, 31 dicembre 1947). Il 28 febbraio del 1951, Maria Callas si esibì al teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, inaugurando la stagione lirica di quell’anno. Venne eseguita l’opera di Giuseppe Verde “L’Aida”. In quell’occasione insieme al soprano Maria Callas, si esibì il baritono urugagio Josè Soler, diretti dall’orchestra del maestro Federico Cupolo. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi nel corso del prossimo incontro organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà” sul tema “1923-2023: nel centenario della nascita di Maria Callas”.
Tenuto conto dei protocolli di sicurezza anti-contagio e dei risultati altalenanti della pandemia di COVID 19 e nel rispetto delle norme del DPCM del 24 ottobre 2020 la conversazione sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da martedì 12 dicembre.
