Il libro di Scopelliti e le contraddizioni dei giustizialisti: ma quale libertà?

Anna Laura Orrico, coordinatrice calabrese del Movimento 5 stelle, e Giuseppe Fabio Auddino, hanno diffuso una nota stampa al veleno contro Peppe Scopelliti

Io sono libero“. E’ questo il titolo del libro di Giuseppe Scopelliti presentato nel corso degli ultimi mesi in decine di città, su richiesta di cittadini, amministratori, professionisti. L’ex presidente della Regione Calabria ed ex sindaco di Reggio ha raccontato nel volume la sua storia. Una storia fatta di sogni, di politica e di una grande caduta, quella del ciclone giudiziario che lo ha travolto e che lo ha portato ad una condanna che, per un reato come quello contestato a Scopelliti, è senza precedenti.

Oggi, però, esponenti del Movimento 5 stelle, partito da sempre noto per il giustizialismo insano ed indiscriminato, hanno diffuso una nota stampa dai toni di censura e altamente contradditorio.

Riteniamo sia stata assolutamente inopportuna la presentazione del libro dell’ex governatore calabrese Scopelliti avvenuta qualche giorno addietro in un istituto superiore di Gioia Tauro davanti a una platea di ragazzi e ragazze, ai quali il volume è stato anche regalato”. Lo affermano la deputata Anna Laura Orrico, coordinatrice calabrese del Movimento 5 stelle, e Giuseppe Fabio Auddino coordinatore pentastellato della provincia di Reggio Calabria.

La nota stampa

E’ legittimo che – dicono provando a mettere una pezza al tono accusatorio della nota stampa quanti abbiano saldato il proprio debito con la giustizia, così come ha fatto Scopelliti, decidano di volere riprendere un percorso virtuoso nella società. Questione assai differente è presentare un libro autobiografico durante le ore di lezione, in una scuola pubblica, sulla propria vicenda giudiziaria che, però, diventa una storia collettiva in quanto, ricordiamolo, rientra in un procedimento in cui si metteva alla sbarra il tracollo finanziario della città di Reggio Calabria, il ‘modello Reggio’ celebre alle cronache giusto per capirsi, portandola ad un debito di centinaia di milioni di euro”.

E qui c’è una prima grande contraddizione: “il tracollo finanziario” della città di Reggio è decisamente posteriore all’era Scopelliti. E basta avere un minimo di cognizione della storia di questa città per comprenderlo.

L’interrogazione parlamentare

“Ci chiediamo pertanto – prosegue la nota – quale utilità didattica possa aver apportato questo evento alla formazione degli studenti e se non abbia, addirittura, peggiorato il quadro la presenza di esponenti politici nelle vicinanze, fra l’altro, di prossimi appuntamenti elettorali riguardanti proprio Gioia Tauro“.

E qui scatta un’altra contraddizione: è vero, c’erano esponenti politici locali e a breve ci saranno le elezioni, ma erano seduti al tavolo con Scopelliti esponenti di correnti e gruppi differenti e opposti. E questa si chiama Democrazia.

“Le scuole – prosegue la nota dei pentastellati – sono dei luoghi sacri dove la formazione delle nuove generazioni dovrebbe essere improntata su una narrazione differente della politica così come delle istituzioni, una in cui, soprattutto, queste ultime non entrino in conflitto fra loro. Non, invece, da una visione parziale e personalistica dei fatti.

Per queste ragioni – concludono Anna Laura Orrico e Giuseppe Fabio Auddinoè stata depositata una interrogazione parlamentare in cui si chiede al ministro dell’Istruzione Valditara di verificare l’opportunità della circostanza e se questa non rappresenti, anzi, un preoccupante precedente rispetto all’autonomia ed all’imparzialità delle istituzioni scolastiche”.

Dove sta la libertà?

Un’interrogazione parlamentare, dunque, perché un uomo, un politico, un cittadino italiano che ha pagato il suo conto, giusto o non giusto, con la giustizia, racconta la propria storia di fronte a dei giovani studenti. E allora viene da chiedersi: dove sta la libertà? Dove sta la dignità degli uomini nella richiesta di mettere un bavaglio a chi ha contribuito a fare la storia di questo territorio?