Una canzone per non dimenticare: uno scambio di persona ha stravolto per sempre la vita di Davide Ferrerio, il 22enne bolognese che, nell’agosto del 2022, è stato aggredito a Crotone. Da quel terribile episodio, Davide vive ma non vive più: il giovane infatti, si trova ricoverato in coma irreversibile all’ospedale di Bologna per colpa di una “camicia bianca”. Nessuno però lo ha dimenticato: nonostante infatti le controversie tra la famiglia Ferrerio e i suoi aguzzini, dentro e fuori il Tribunale, la memoria di Davide rimane viva anche grazie ai suoi amici e a una canzone. Si intitola infatti “Deiva”, soprannome utilizzato per il giovane, il brano scritto da Angelo Gallo, suo amico romano, con il quale soleva ritrovarsi in estate al “Lido Azzurro”.
Le parole di quella canzone, Davide, le ha ascoltate prima di tutti gli altri: l’amico infatti, il 10 dicembre scorso, si è recato a fargli visita e gli ha sussurrato il testo all’orecchio. Insieme a lui, sempre presenti, il fratello Alessandro, la mamma Giusy e il papà Massimiliano. Sulla canzone si è espresso anche il cardinale di Bologna, Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei: “c’è una coniugazione profonda che è la preghiera per chi crede e quel linguaggio di amore che ci unisce e la bellezza della musica e delle parole. Quando ci troviamo di fronte al male pensiamo che la vita sia finita e così il male diventa più forte. Dobbiamo continuare a combattere e la famiglia di Davide lo fa con la presenza, la vicinanza, l’affetto. Con il continuare a parlargli”.
