Reggio Calabria, iniziative al Liceo “Preti-Frangipane” in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne

Il Liceo Artistico" Preti-Frangipane" di Reggio Calabria ha aderito alla Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne

Il Liceo Artistico” Preti-Frangipane” di Reggio Calabria ha aderito alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne all’interno delle attività di Educazione Civica guidate dalla Referente Barbara Princi al progetto Civitas “Violenza e diritti negati” tenutosi il 24 Novembre. La giornata di riflessione e sensibilizzazione ha previsto oltre a convegni anche un’esposizione temporanea sui temi affrontati presso la galleria del Palazzo San Giorgio della città.

La studentessa Martina Ritondale afferma: “in seguito ai recenti eventi di cronaca, noi ragazzi del liceo artistico abbiamo sentito l’esigenza di esprimerci attraverso l’arte e dopo un confronto fra noi ragazzi e i docenti abbiamo quindi realizzato quest’opera intitolata ‘mai più’. Il nostro elaborato espone la tematica della violenza sulle donne, partendo proprio da ciò che molto spesso è il principio di tutto, le relazioni tossiche. Abbiamo quindi usato un supporto per manichini per rappresentare come l’uomo, dopo una prima fase in cui la relazione sembra perfetta inizia ad essere sempre più manipolatore nei confronti della donna, impedendole di uscire con le amiche, di truccarsi o di vestirsi in determinati modi. Questo supporto regge un volto con due facce: la prima è quella perfetta, la tipica ragazza stereotipata, la moglie trofeo che cerca di essere più bella possibile per far felice il suo uomo; dall’altro lato abbiamo invece la faccia sfigurata dalle violenze verbali, fisiche e psicologiche. In queste situazioni molto spesso la donna arriva ad annullarsi e a mettere la sua vita nelle mani dell’uomo. Questo l’abbiamo rappresentato attraverso dei manichini più piccoli sospesi grazie a un filo, rappresentante la vita della donna, che l’uomo può decidere di tagliare quando e come vuole”.

La studentessa Rania Mounatik si esprime invece attraverso un ricordo che ha scelto di trasformare in poesia: “Desidero condividere con voi una storia che mi ha profondamente colpita. Una storia di dolore e soprusi che si consumano dietro le porte delle nostre case, tanto invisibili quanto strazianti. L’insonnia è portatrice di tante urla che vengono tramutate in storie e poi in poesie, le poesie possono diventare versi o anche singole parole o un’intera frase ma anche un singolo pensiero sfocato. Abitando in una delle tante case popolari non rimango indifferente a ciò che accade nelle case vicine e quella notte una donna ha infranto il muro del silenzio. Ieri le sue urla di disperazione hanno squarciato la quiete notturna, denunciando l’orrore a cui era sottoposta. Quel grido mi ha ispirato a scrivere una poesia, un grido che risuonava nel buio affinché nessuna vittima rimanga più silenziata. Nella speranza che possa toccare il cuore di chi legge e spingerlo a riflettere sulla necessità di combattere la violenza sulle donne”.

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