Reggio Calabria, il Liceo Campanella contro la violenza di genere

Il Club Interact “Liceo Classico T. Campanella” e il Club Reggio Calabria Nord hanno promosso un’iniziativa per riflettere: un incontro-dialogo con l'avvocato penalista Maurizio Punturieri

StrettoWeb

Alla luce dei recenti fatti di cronaca e in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Club Interact “Liceo Classico T. Campanella”  e il  Club Reggio Calabria Nord hanno promosso un’iniziativa per riflettere: un incontro-dialogo con l’avvocato penalista Maurizio Punturieri. Tante le domande alle quali si è cercato di dare una risposta. È concepibile che nel 2023 una ragazza debba temere di volere bene a qualcuno? Che non le sia concesso di emergere negli studi se rischia di oscurare la persona che sostiene di tenere a lei? L’avvocato penalista Maurizio Punturieri, attraverso una puntuale disamina di episodi tristemente attuali, ha esortato gli alunni del Liceo a costruire una rete di solidarietà per evitare sul nascere rischi e pericoli. Le fragilità emotive non devono essere nascoste, ma condivise e risolte, gli adulti non sono gli antagonisti in un percorso del genere, ma devono rappresentare punti di riferimento significativi. Il procedimento più incisivo nel contrasto alla violenza di genere è la legge n. 69 del 2019 che ha rafforzato le tutele processuali delle vittime di reati violenti, con particolare riferimento ai reati di violenza sessuale e domestica. Rilevanti anche la legge n. 134 del 2021  e la n. 53 del 2022. Anche se la legislazione italiana è all’avanguardia,  in quest’ambito molto deve ancora essere realizzato. I ragazzi, attenti ascoltatori, sono intervenuti dimostrando coinvolgimento e sensibilità.

Sono consapevoli della necessità di informare, sensibilizzare, intervenire. Perché i minuti di silenzio non bastano, perché è necessario ascoltare una voce che proponga in maniera fattiva cambiamento e riscatto. Ripartire dal valore delle parole, dal loro peso e dal senso di responsabilità, perché tutti sono coinvolti: padri e madri, fratelli e sorelle, amici e insegnanti. È necessario che tutta la comunità  si impegni ad ascoltare con attenzione ciò che viene detto con superficialità e leggerezza, è doveroso intervenire proprio sulla superficialità e sulla leggerezza per arginare problemi meno evidenti, ma senz’altro più gravi. L’educazione all’humanitas non può definirsi tale se non si lega a un’educazione alla gentilezza, all’affettività, al rispetto degli altri e di se stessi. Il Liceo Classico invita a riaffermare con forza  il valore della persona, il diritto alla libertà che fonda e sostiene il diritto alla vita.

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