Ve ne avevamo parlato già a settembre, quando il caso era scoppiato a Rende e dintorni, facendo cadere nella paura le studentesse dell’Università della Calabria: alcune di esse infatti, come tanti fuorisede, avevano preso casa in affitto per poter frequentare i corsi universitari. Ma poi, l’amara sorpresa: grazie al fidanzato di una delle inquiline, è uscita fuori l’atroce verità, ovvero che nelle plafoniere era state nascoste delle microcamere per spiare le povere ragazze. Il proprietario era stato denunciato, ma la vicenda non si è di certo fermata qui.
Ad approfondire la questione è stato il programma d’inchieste de “Le Iene”, con un servizio di Alice Martinelli dal titolo “Camera in affitto con telecamera sul letto”. L’inviata in giacca e cravatta ha parlato con una delle dirette interessate, l’artefice della scoperta. Si chiama Roberta, ha 21 anni, studia Biologia all’Unical e inizia il racconto parlando dell’appartamento che condivideva con altre 4 donne e di questo proprietario, definito “straordinario ma che si fermava a parlare con noi per ore e ore”.
Il primo sospetto nasce quando Roberta, arrivata a casa alle 11 di mattina, trova una squadra di elettricisti scortati dall’affittuario: la giustificazione è un “guasto alla linea elettrica a cui ho creduto”, afferma la studentessa. Così parte per le vacanze estive e, al suo ritorno, nota delle modifiche: “prima avevamo delle lampadine a sospensione, poi invece ho notato che erano state montate delle plafoniere con un buchino che puntava al letto ma non ci abbiamo fatto caso”.
A farci caso però, è il fidanzato che, allarmato da una sospetta luce blu, si sente dire: “non vorrei che ci fosse una telecamera. Hai un cacciavite?” e la smonta. Da qui, il sospetto diventa realtà: all’interno della plafoniera è presente una microcamera, completa di scheda di memoria, attiva h24. Facilmente acquistabile online, la plafoniera “guardona” manda addirittura delle notifiche al passaggio perché dotata di sensori. E a conferma di quanto detto dalla ragazza, ci sono le immagini video che riprendono il proprietario mentre fa le prove: dapprima punta bene l’obiettivo verso il letto, poi comincia a sollevare le bracci per verificare il corretto funzionamento dei sensori e l’invio della notifica.
Non solo. Roberta, col senno di poi, capisce anche perché, nonostante il Wi-Fi funzionasse benissimo, il proprietario aveva insistito per installare dei ripetitori: tutto questo infatti, avrebbe reso più veloce il funzionamento a distanza. Una scoperta agghiacciante, tanto che Roberta racconta: “mi sono messa ad urlare dalla paura. Ho chiamato i Carabinieri e ho detto che qualcuno mi spiava ed ero in pericolo”. Con l’arrivo delle forze dell’ordine si è scoperto quindi che le microcamere erano presenti in tutte le stanze e anche nell’ingresso, per controllare chi entrasse dalla porta. Ma ci sono anche altri inquietanti dettagli: si vede il proprietario frugare tra l’intimo della ragazze e, spiega la ragazza, “ci ha detto come sistemare i letti per paura che entrassero i morti (ovvero gli spiriti)”.
Le ragazze fanno denuncia e abbandonano la casa, ma la paura resta tanta. Roberta infatti racconta che “eravamo oggetto del suo piacere sessuale e questa cosa mi fa schifo, mi fa sentire in imbarazzo verso me stessa. I primi giorni ho avuto paura di uscire di casa perché pensavo mi potesse seguire”. La denuncia però, sembra essere servita a ben poco perché i Carabinieri non perquisiscono la casa dell’affittuario: Roberta infatti dice che “avendo visto le immagini, lui poteva benissimo sbarazzarsi di tutto”.
Dopo aver parlato con la studentessa, l’inviata Martinelli si dirige verso l’appartamento incriminato dove, incredibilmente, altre 5 ragazze hanno affittato la casa. Dopo aver ispezionato casa, sembra non esserci nulla ma, grazie a un app, si scopre che 5 dispositivi protetti sono presenti. Il proprietario, allertato con una scusa dalle ragazze, raggiunge l’abitazione e viene colto dallo staff delle Iene e da giovani sconvolte: chiedono quindi delle telecamere, ma lui nega e dice di non ricordare la password dei dispositivi segnalati dall’app.
E alla domanda delle telecamere già presenti, si giustifica così: “nel mese di Agosto, visto che non c’era nessuno, le abbiamo fatte mettere per videosorveglianza”. L’uomo spiega di essere in causa con le ex inquiline e che i Carabinieri hanno già sequestrato tutti i dispositivi ma il 14 settembre. Quasi un mese dopo rispetto alla denuncia fatta da Roberta, il 26 agosto. Una storia che resta tuttora sospesa e che sembra non aver fine, con un ciclo che si ripete: “sono delusa e senza speranze”, chiosa Roberta.
