Confermato l’ergastolo per il boss mafioso Nino Madonia ritenuto responsabile dell’omicidio del poliziotto Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, che all’epoca dei fatti era in dolce attesa, avvenuto il 5 agosto 1989. La Corte d’assise d’appello di Palermo ha ribadito, dopo quasi cinque ore di camera di consiglio, la sentenza di primo grado. I giudici non hanno però confermato l’aggravante per la morte della moglie del poliziotto. L’imputato, inoltre, è stato condannato anche a pagare le spese e le parti civili.
I magistrati della Procura generale nel corso della requisitoria avevano ricordato, suffragati dalle dichiarazioni di numerosi pentiti come Vito Lo Forte, Gaspare Mutolo, Enzo Brusca, Giusto Di Natale, Francesco Di Carlo, Francesco Marino Mannoia, Giuseppe Marchese e Nino Giuffrè, che l’omicidio del poliziotto e della moglie si rese necessario, agli occhi dei mafiosi, a causa del fatto che l’agente si occupava proprio di dare la caccia ai latitanti.
“Non li ho uccisi io. Io sono innocente”
Sulla vicenda è in corso un altro processo, con rito ordinario, in cui sono imputati il boss Gaetano Scotto, accusato di omicidio come Madonia, che scelse l’abbreviato, e Francesco Paolo Rizzuto, amico della vittima, accusato di favoreggiamento. Questa mattina, poco prima della Camera di consiglio, l’imputato Madonia ha reso dichiarazioni spontanee. “Non li ho uccisi io. Io sono innocente“, ha ribadito.
Nella sentenza di primo grado il gup Alfredo Montalto aveva anche fatto riferimento ad un probabile “depistaggio“, compreso anche quello tentato ”da uno dei più noti esponenti mafiosi in stato di detenzione, Giuseppe Graviano“. Secondo il gup il boss stragista ”in data 14 luglio 2020 ha rimesso dalla casa circondariale di Terni nella quale si trovava detenuto, alla corte d’assise di Reggio Calabria che lo stava processando per alcuni delitti omicidiari commessi in quel territorio, una memoria difensiva nella quale, tra i molti temi affrontati, vi sono anche specifici riferimenti all’omicidio“. Qui si leggeva che il delitto ”si inserirebbe in un unico contesto che muove dall’omicidio del padre di Graviano, Michele, e giunge sino all’arresto dello stesso Giuseppe Graviano”.
Le indagini di Agostino
”Secondo il boss i mandanti dell’omicidio Agostino andrebbero cercati tra gli uomini vicini al boss Contorno”. “Per di più – scriveva il gup – Graviano aggiunge che il movente del duplice omicidio andrebbe individuato nelle indagini che Agostino avrebbe iniziato sulla gestione del collaboratore Contorno e nel coinvolgimento dello stesso Agostino nel fallito attentato all’Addaura ai danni di Giovanni Falcone“. Oggi la sentenza di appello che conferma l’ergastolo per Madonia, seppur senza aggravanti.
