“Il prossimo 24 Ottobre, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, sarà disponibile la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sul tema “Sistema dei trasporti nello Stretto: quale futuro?”. Si tratta di una serie di incontri, organizzati dal sodalizio culturale reggino su tali aspetti. Ospite del terzo appuntamento sarà Gerardo Pontecorvo (segretario metropolitano di “Europa Verde”) che nel corso del suo intervento affronterà il tema “L’impatto ambientale del Ponte sullo Stretto di Messina” in un’area di grandissimo pregio che presenta una delle più alte concentrazioni di biodiversità al mondo e dove sono stati registrati i terremoti più devastanti avvenuti in Italia”. Così il Circolo in una nota stampa annuncia un nuovo incontro e il relativo ospite.
“Tra l’altro, come evidenziato in un dossier, la Calabria meridionale (tutta l’area di Reggio Calabria) e la Sicilia Orientale (area messinese), sono ricomprese nella Zona sismica 1 (a maggiore pericolosità), secondo la Classificazione sismica – aggiornata al novembre 2020, del Dipartimento della Protezione Civile. E poi tutta l’area dello Stretto di Messina è sostanzialmente ricompresa in due importantissime Zone di Protezione Speciale – ZPS (sul lato calabrese la ZPS della Costa Viola e su quello siciliano dalla ZPS dei Monti Peloritani, Dorsale Curcuraci, Antenna a Mare e area marina dello Stretto) e da un sistema di ben 11 ZSC (Zone Speciali di Conservazione), ai sensi della Direttiva Habitat, che tutelano un ambiente unico che va dalla fragile costa calabrese, alla importante zona umida della Laguna di Capo Peloro, al prezioso ecosistema botanico dei Monti Peloritani”, si legge ancora.
“Nello Stretto di Messina, importantissimo luogo di transito per l’avifauna e per i mammiferi marini, si concentra una delle più alte concentrazioni di biodiversità al mondo e non è un caso che nel 2005 che la Commissione Europea era pronta ad aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per violazione della Direttiva Comunitaria Uccelli proprio in relazione al progetto del ponte ad unica campata. Nello Stretto, una delle rotte migratorie per l’avifauna più importanti tra il continente africano e l’Europa sono state censite 328 specie diverse di uccelli e si assiste al transito di almeno 38 specie diverse di rapaci”, continua la nota.
“La parte marina dello Stretto è un unicum nel Mediterraneo, con caratteristiche peculiari dal punto di vista oceanografico e delle biocenosi dei fondali. La valenza ecologica dell’ambiente marino è testimoniata dal passaggio dei cetacei, dalle migrazioni del tonno rosso e dei pesce spada, dalle specie abissali oltre che dalle ampie praterie di Posidonia oceanica e delle ricchissime biocenosi di ambiente estremo, in un’area dove le correnti superficiali arrivano sino a 18km/h. Queste alcune delle cifre che saranno oggetto di analisi e di seria riflessione nel prossimo incontro organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà”, si chiude la nota.
