Luigi Zanda, ex portavoce dell’allora Presidente del Consiglio Cossiga, è ritornato sulla questione “Strage di Ustica”, avvenuta il 27 giugno del 1980, rispondendo alle dichiarazioni di Giuliano Amato. “Cossiga disse ai magistrati d’aver saputo che per ben due volte i servizi segreti avvisarono Gheddafi. Penso che queste sono azioni tipiche da intelligence”. Zanda ricorda inoltre che le dichiarazioni di Amato riprendono “nel merito la deposizione alla magistratura di Cossiga del 2008, peraltro molto nota”.
L’ex portavoce spiega anche di “non essere mai stato al corrente di segreti di Stato o di informazioni riservate su Ustica” e risponde anche alla premier Meloni e alle sue dichiarazioni in merito all’inesistenza di carte secretate. “Ne prendo atto, – afferma – a meno che non esistano nei doppi fondi degli archivi. Se è vero che nei cieli italiani si è combattuta una guerra senza che nessuno degli alleati avesse informato il nostro governo vorrebbe dire che non godevamo di una grande considerazione“. E ritorna anche sulla questione Craxi e la presunta soffiata su Gheddafi: il figlio Bobo, così come la figlia Stefania, sostengono che il padre salvò sì Gheddafi, ma nel 1986 su suolo libico. “Né Cossiga né Amato sono persone che mentono – dice Zenda. Uno dei due ricorda male”.
