La mappatura delle spese regionali con le risorse dello Stato è quasi pronta, “e la finirò, se non mi uccidono prima“. E’ quanto dichiarato dal ministro dell’Autonomia, Roberto Calderoli, parlando con La Stampa. Calderoli fa riferimento a pressioni da parte di lobby: “Qualcuno mi ha fatto capire di non apprezzare il lavoro di approfondimento che sto facendo“. Si tratta di “qualche lobby che mi sta facendo capire che non è tanto gradito quello che sto facendo chiedendomi se sono sicuro che mi convenga andare avanti“.
La mappatura a cui Calderoli sta lavorando servirebbe a dare supporto al progetto dell’autonomia dimostrando che, secondo il suo punto di vista, il centralismo non funziona e che “non è vero che al Sud arrivano meno soldi ma che o sono stati usati in maniera distorta, e allora è un reato penale, oppure non sono stati usati, che per me equivale a un reato politico“.
E Calderoli tranquillizza anche in merito alle possibili distorsioni che la legge sull’autonomia avrebbe potuto provocare nel finanziamento dei Lep, i Livelli essenziali di prestazioni. Su questi hanno acceso un faro le conclusioni della prima relazione inviata alla commissione Affari costituzionali della Camera dalla commissione di “saggi” presieduta dal Costituzionalista, Sabino Cassese. E’ un rilievo “già superato da tempo“, spiega Calderoli. Il problema, dice il ministro, è che la commissione di saggi “sta studiando il disegno di legge approvato in Consiglio dei ministri, senza tenere conto degli emendamenti sui quali c’è il parere favorevole del governo e che saranno votati a settembre in commissione alla Camera“.
