Reggio Calabria, un emigrato dopo la lettera dei turisti in fuga: “purtroppo è l’amara realtà”

Reggio Calabria: la lettera di un lettore sulle condizioni della città

Dopo la lettera di ieri del turista costretto a fuggire dopo 3 giorni da Reggio Calabria perchè l’appartamento che aveva affittato non aveva l’acqua ed essendoci anche due bambini non era possibile vivere in quelle condizioni, un altro lettore di StrettoWeb ci ha inviato una nuova lettera per evidenziare le criticità di questa città:

“Spett. Red. StrettoWeb. Leggo il Vs articolo del turista che scappa da Reggio, purtroppo è la realtà, io emigrato in Lombardia nel 1976, non vedo l’ora di tornare in Calabria, Palmi dove mi son cresciuto e nativo di Barritteri di Seminara, abbiamo una terra meravigliosa, gente, tutto. però noto sempre il peggioramento delle cose dette la turista, o non si vuole o non si è capaci, in questi anni dal 1976 al 2023, poco per 50 anni, si dovrebbe avere conoscenza e sapere come si può migliorare, ma credo, ripeto che non si vuole o non si è capaci, va bene tenere la gente così, si crea solo apparenza, bardandoci da cavalli in fiera. ma poi il nulla. tempo fa dissi che la pineta di Sant’ Elia era sporca, uno mi ha risposto che la colpa  di Agnelli, cavoli non sapevo che con l’elicottero dal Piemonte di notte volava fino in Calabria a buttare la spazzatura, poi qualcuno scrisse sui muri che gli venga un tumore a chi butta la spazzatura, la jettatura è stata per un pò efficace. Per motivi di tempo e lavoro negli ultimi anni sono andato in vacanza nella riviera romagnola e veneta, se ci mettessimo la metà del loro  volere fare, depuratori, pulizia, accoglienza, finalmente la Calabria avrebbe il suo rilancio. non basta il bel mare e il bel territorio ecc. Comunque credo che le mie e del turista siano parole al vento, come sempre. Cordialmente Cannizzaro Rocco”.