“Il Ponte è importantissimo farlo e ce lo chiede tutto il mondo e non solo Sicilia e Calabria. Sarà come un Giubileo. Abbatterà l’ultimo grande muro dell’Occidente e potrà cambiare la storia dell’Europa”. E’ quanto afferma, in un’intervista a “La Sicilia”, la giurista catanese Ida Angela Nicotra, componente della società “Stretto di Messina”. “Sin da piccola ho immaginato il Ponte come una sorta di ariete che abbatte un muro rappresentato da quel mare che isola la Sicilia. L’infrastruttura aprirà la strada a diritti uguali e pari condizioni per tutti compensando i danni dell’insularità alla luce dei costi del trasporto marittimo e aereo. E’ un muro che blocca il completamento dell’Alta velocità in Sicilia ed in Calabria. Aprire questa strada consentirà il trasporto veloce di passeggeri, merci, energia tra il Nord Europa ed il Nord Africa. Il mare è quel muro che nega ai giovani la speranza, alle imprese di essere competitive”, rimarca Nicotra.
“Il progetto non comprende solo il Ponte, ma anche strade e ferrovie di collegamento per 13 chilometri in Calabria e 28 chilometri in Sicilia. L’opera è tarata per il passaggio di 200 treni al giorno. Devo rimarcare che siamo già ad un punto avanzato. Noi abbiamo avviato il lavoro tecnico e la Commissione UE sta facendo le valutazioni per confermare l’inserimento nel corridorio Ten-T di quest’opera che si innesta con la strategia avviata dal Pnrr e dagli strumenti finalizzati a colmare il divario Nord-Sud. Partendo dal progetto del 2011 che aveva già ottenuto tutte le autorizzazioni, servono dati aggiornati che, rispetto a quelli della commissione De Micheli, non tengano conto solo degli attuali attraversamenti, che, quanto al pendolarismo, sono molto limitati dai traghetti, ma che calcolino lo sviluppo reale del futuro attraversamento diretto di passeggeri e merci. La tabella di marcia la dà la legge 58 del 2023 ossia il dl Ponte”, evidenza Nicotra.
“La Stretto di Messina si sta attrezzando di gestire questa importante sfida. Le tappe dei prossimi mesi vedono la nomina da parte del Mit del comitato scientifico di 9 esperti che daranno pareri tecnici: la redazione della Via, anche se gli studi indicando il Ponte come un’opera green, la nomina del responsabile della trasparenza e anticorruzione, la conferma dell’attuale o la nomina di un nuovo monitore ambientale, la stesura del piano economico e finanziario, la relazione del progettista che dovrà essere consegnato entro settembre”, sottolinea Nicotra. “La copertura per il Ponte potrà essere trovata lungo tutto l’arco di medio – lungo periodo di 8-10 anni di cantiere. Si tratta di “debito buono” che sarà ben visto. Il Ponte avrà un notevole impatto sull’occupazione, sull’attrazione di investimenti privati, sul turismo. L’opera sarà fatta, lo dobbiamo ai nostri giovani, lo vogliono tutti i siciliani ed i calabresi. E se nel 2012 non fosse stato interrotto l’iter dal governo Monti, oggi il Ponte non sarebbe ancora una leggenda inseguita da oltre 50 anni, ma sarebbe già realtà”, conclude Nicotra.
