Franco Zagari, architetto, paesaggista di gran fama, è morto all’età di 78 anni a Roma. Proprio nella capitale era nato il 16 gennaio 1945. Dalle sue opere traspare l’interesse per il disegno di paesaggi di nuova concezione. E’ stato autore di progetti internazionali e studioso delle dinamiche tra costruzioni e spazio immateriale.
L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’Ordine degli Architetti della Capitale. Opere di Zagari sono: il “Giardino Italiano” per l’Expo Universale di Osaka (1990), Piazza Matteotti a Catanzaro (1991), Villa Leopardi a Roma (1992), il Centro di accoglienza delle Grotte preistoriche di Niaux in Francia (1994, con Massimiliano Fuksas, Jean-Louis Fulcrand, G.Jourdan), e Piazza Montecitorio (1998). A Vicenza ha progettato il “Giardino Centrale”, cuore culturale del Parco della Pace, quello che poi si è rivelato essere l’ultimo suo grande progetto.
Al 2002 risale la consulenza sull’urbanistica e gli spazi esterni per l’Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano, mentre il sistema delle piazze centrali di Saint-Denis viene completato nel periodo 2005 – 2007. Zagari realizza la sede della Presidenza della Repubblica della Georgia a Tbilisi (2005 – 2008, Cupola, Piazza, Complesso degli uffici, Giardini e due Labirinti) e progetta gli Hortus, nove giardini per il riposo del pubblico dell’Expo Milano 2015 (in collaborazione con Pan Associati).
Docente presso la Facoltà di Architettura dell’Università ‘Mediterranea’ di Reggio Calabria
Professore ordinario presso la Facoltà di Architettura dell’Università ‘Mediterranea’ di Reggio Calabria e direttore per un decennio del Dottorato in ‘Architettura dei parchi e dei giardini e assetto del territorio’ delle Università di Reggio Calabria e Napoli Federico II, Franco Zagari ha svolto una intensa attività di approfondimento e ricerca, testimoniata dall’ampia produzione di libri e saggi, e ha ricevuto il titolo di Chévalier des Arts et Lettres dal Ministro della Cultura di Francia. Attivo nel sostegno dei giovani e nella professione (dal 1996 al 2004 è stato presidente In/Arch Lazio), Franco Zagari attribuiva agli architetti l’attitudine ad innescare le potenzialità del genius loci.
“Le opportunità stanno nel ‘saper vedere’, saper cogliere le vocazioni e l’evolvere dei luoghi, stabilire principi di orientamento e qualità di nuova centralità negli insediamenti suburbani – ha spiegato Zagari – Le opportunità stanno nel favorire e promuovere ovunque sia possibile la funzione dell’architetto che parte dalla capacità di sviluppare un dialogo“.
