Marcello Manna, Primo Cittadino della città di Rende, è stato condanndato in primo grado dal Gup di Salerno a 2 anni e 8 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari. La sentenza, emessa poche ore fa, pone un primo punto al lungo iter processuale iniziato a Settembre 2022 che vedeva il sindaco coinvolto in prima persona. Con l’arrivo della sentenza, sulla questione viene applicata la Legge Severino la quale, per coloro condannati alla sentenza di primo grado dopo la nomina, scatta la sospensione di diritto dalle cariche. Manna quindi, oltre ad essere stato interdetto come avvocato, viene provato anche dalla carica di Sindaco. Stessa sorte è toccata all’ex giudice e Presidente della Corte di assise di Catanzaro, Marco Petrini.
Legali di Manna esterrefatti: “evidente errore giudiziario”
La difesa di Marcello Manna ha appreso “con vivo stupore e rincrescimento della sentenza del Gup, avendo esposto e dimostrato documentalmente plurime ragioni per le quali l’ipotesi accusatoria non poteva affatto essere ritenuta fondata”. E’ quanto si legge in una nota inviata dall’avvocato Nicola Carratelli.
“La decisione del Gup, che ha notevolmente ridimensionato le richieste di condanna del Pm è evidentemente frutto di una considerazione della vicenda protesa verso le tesi accusatorie, peraltro in maniera illogica e contraddittoria perché nei confronti di coloro che dovevano essere concorrenti nel reato, ossia l’avvocato Gullo e lo stesso Patitucci, la Procura di Salerno aveva richiesto ed ottenuto decreto di archiviazione!“. La prossima mossa, ovviamente, sarà il ricorso in appello.
Corruzione: Giunta Comune Rende, solidarietà a sindaco Manna
“Esprimiamo massima vicinanza e incondizionata solidarietà a Marcello Manna in questo delicato momento”. Lo dichiara la Giunta comunale di Rende in una nota, in merito alla condanna in primo grado del sindaco Marcello Manna. “Pur nel rispetto del lavoro della magistratura non possiamo celare il timore che certe dinamiche possano avere altre finalità. Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte ad un’eventuale sospensione che penalizzerebbe il sindaco, ma anche l’intera Città di Rende. In questi mesi stiamo assistendo e subendo un vero e proprio accanimento giudiziario senza precedenti. Da parte nostra c’é l’indiscussa certezza della levatura morale, prima che politica, di chi ha guidato la nostra città, facendola divenire tra le più fiorenti realtà del sud d’Italia. Certi, dunque che sarà la storia, unica giudice supra partes, ad assolverlo, continueremo proseguendo per la strada da lui tracciata”.
