Con il crollo del viadotto “Ortiano 2” sulla ss177 in direzione Longobucco, si riaccende il dibattito sulla sicurezza delle nostre infrastrutture. Il ponte pare sia crollato per i continui smottamenti del fiume Trionto, in piena a causa delle continue piogge, le quali hanno provocato il cedimento di uno dei piloni. Il dibattito – e la critica – nasce nel momento in cui la struttura in questione, ancora cantierizzata, è stata realizzata appena nove anni fa e aperta al traffico nel 2016. Sulle dinamiche del crollo, la Procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo: l’obiettivo, dispiegato su più piani, è quello di risalire alle dinamiche del tragico accaduto.
Il ponte intanto, è stato posto sotto sequestro, mentre si indaga sull’eventuale responsabile dell’incidente: la struttura infatti, è gestita dall’Anas ma completamente finanziata dalla Regione Calabria. Molti, a quanto pare, erano contrari alla realizzazione dell’opera, primo tra tutti l’attuale Primo Cittadino di Longobucco, Giovanni Pirillo: “questa strada non doveva essere costruita così. Non so come andrà a finire. Non so se il Presidente Occhiuto continuerà su questo tracciato oppure se creerà un percorso alternativo. Di sicuro questa strada serve alle comunità dell’entroterra e a Longobucco in particolare, che senza di essa rischia l’isolamento“.
Una strada pericolosa quindi, ma necessaria per collegare il comune con il resto del territorio. Intanto il presidente Occhiuto, dopo aver visionato le immagini “che ricordano tanto il ponte di Genova, il ponte Morandi” e convocato una riunione d’urgenza sul disastro, sarà presente oggi a Longobucco per visionare personalmente i danni provocati dal cedimento, che rischiavano di essere gravissimi se l’Anas non avesse chiuso la strada mezz’ora prima.
