Sta destando molto clamore quanto accaduto a Palermo, con una preside arrestata per peculato e corruzione. Tutto parte da intercettazioni dello scorso anno. Nell’agosto del 2022, per l’ennesima volta, furono rubati computer dall’aula magna della scuola Falcone di Palermo. Un episodio denunciato sui media dalla preside Daniela Lo Verde. E proprio lei oggi è stata arrestata per corruzione insieme al vicepreside Daniele Agosta. I due, intercettati, mostrano soddisfazione per come il fatto abbia portato contributi alla scuola.
“Per un cornuto un cornuto e mezzo – diceva Agosto alla donna – ci stanno arrivando soldi da tutte le parti!“. E la preside rivendicava il merito di aver reso pubblica la notizia “proprio al fine di cavalcare l’onda, pubblicizzare ancora di piu ii suo personaggio di preside integerrima in prima linea ed ottenere attestazioni di stima, solidarieta, ma soprattutto soldi e aiuti economici dalle istituzioni“, spiega il gip. “Grazie tu devi dire… perché non l’aveva saputo nessuno… tu lo devi dire che… che sono io quella speciale!“. Lo diceva la dirigente in merito alla diffusione della notizia. Il sindaco di Palermo, attraverso la Fondazione Sicilia, dopo i fatti assegnò all’istituto un contributo di circa tremila euro per riacquistare le attrezzature rubate.
Preside arrestata: complici tra i docenti della scuola
Poteva contare su una rete di complici all’interno della scuola Daniela Lo Verde, la Preside arrestata per corruzione e peculato. E’ quanto emerge dalle indagini dei carabinieri, coordinate dall’ufficio di Palermo della Procura Europea. Tra coloro che hanno aiutato la donna c’erano il vicepreside, anche lui arrestato, e diversi collaboratori. Erano tutti a conoscenza della gestione illegale dei progetti europei e dell’appropriazione di alimenti per la mensa dei ragazzi da parte della dirigente.
Gip: “corrotta con iPhone e tablet”
Non solo. Dalle indagini sono emersi molti altri reati. In cambio dell’assegnazione esclusiva e in forma diretta di materiale elettronico per la scuola dal negozio RStore di Palermo, la Preside della scuola Falcone dello Zen, avrebbe avuto da una dipendente dell’attività commerciale, anche lei finita ai domiciliari, regali come telefonini i-phone.
E’ quanto emerge dall’inchiesta della Procura Europea. I carabinieri hanno filmato la dipendente tirare fuori da una busta, dopo aver ottenuto copia del preventivo della ditta concorrente relativo alla fornitura degli arredi scolastici ed essersi assicurata la nuova fornitura di ulteriori Notebook, una busta con due cellulari per la Lo Verde. Andata via la donna, rimasti soli in ufficio la Preside e il suo vice hanno aperto il sacchetto con gli iPhone, come è possibile vedere dalla gallery fotografica scorrevole in alto.
Il vice si è anche lamentato con la preside per non aver trovato il modello 13 Pro “da lui evidentemente richiesto“, spiega il gip. La Lo Verde avrebbe risposto al suo collega che i due smartphone erano per le figlie non per lui e l’avrebbe invitato a chiamare il negozio per chiederle spiegazioni.

