Reggina, Canotto difende Inzaghi e la società: “Presidente persona seria”. E sul deferimento…

Le parole dell'ala destra della Reggina Luigi Canotto nella conferenza stampa odierna al centro sportivo Sant'Agata

Luigi Canotto incontra il suo passato. L’esterno d’attacco calabrese è il grande ex di Frosinone-Reggina di lunedì sera. L’anno scorso in Ciociaria 35 presenze e 6 gol, uno in più di quelli segnati finora sullo Stretto. Grande protagonista soprattutto del girone d’andata, con il cambio modulo l’ala offensiva è finita spesso in panchina, riuscendo comunque siglare l’1-3 di Perugia. Oggi ha incontrato la stampa presso il centro sportivo Sant’Agata, a due giorni dal match dello Stirpe, per parlare di svariati argomenti. Queste le sue parole in conferenza. “Vorrei fare le condoglianze al Presidente del Frosinone, Stirpe, per la scomparsa del fratello”, ha esordito, lui che un ex ciociaro.

BRESCIA“Potevamo fare di più, è stato un primo tempo particolare e sicuramente non bello, con episodi particolari. E’ un momento un po’ così, dove dobbiamo tirare fuori qualcosa in più, ma sono sicuro che in queste ultime partite ne usciremo fuori”.

PENALIZZAZIONE“Abbiamo letto stamattina, se ne leggono tante. Noi possiamo dire che il Presidente è una persona seria, così come la società. Ci hanno sempre pagato. Noi possiamo sempre parlar bene di loro. E’ uscito fuori questo altro deferimento, vedremo come andranno le cose. La società ha operato in maniera perfetta”.

L’IMPIEGO“Il cambio modulo per noi esterni ci cambia un bel po’, ma all’andata penso sia stato fatto qualcosa di incredibile. Nel ritorno per me c’è stato un calo fisico, ma le scelte le fa il mister e io quando vengo chiamato cerco sempre di dare il massimo. Noi giocatori dobbiamo sempre rispondere sul campo. All’andata c’era continuità, le cose andavano bene e mi sentivo bene. Al ritorno forse ho dato meno, anche per qualche acciacco. Subentrare dalla panchina non è facile: vorresti fare tanto, quando non giochi dall’inizio dovresti essere incazzato con te stesso. Dentro c’è quella rabbia che si deve trasformare in positivo, a volte sono entrato bene e altre volte mi sono intestardito. Sono convinto che in queste ultime partite si vedrà la Reggina che abbiamo visto sempre. Il nostro obiettivo è andare ai playoff a tutti i costi”.

FROSINONE“Sicuramente affronteremo una squadra forte, è la prima della classe e per questo ha fatto meglio di noi. C’è un ambiente caldo perché se vincono potranno festeggiare, in base a qualche risultato. Sicuramente la prepareranno bene ma noi dovremo fare altrettanto. Fare risultato lì significa far vedere che la Reggina è viva. Rammarico per non essere rimasto lì? Nessun rammarico, sono venuto qua perché ho scelto questa società e questa piazza, era un sogno nel cassetto che avevo da quando ero piccolino. E’ stata una scelta d’amore. Certo, giocare per vincere il campionato e giocare per i playoff è diverso, ma sono due obiettivi comunque importanti. A Frosinone ho lasciato un bel ricordo, penso mi vogliano bene. Ho amici, che sento spesso. E’ stato un anno bello”.

LA DIFFERENZA TRA ANDATA E RITORNO“Ultimamente, purtroppo quando si subisce gol subentra il fattore mentale, che è importante e ci stiamo lavorando. Bisogna lavorare tanto. Sicuramente c’è sempre stata voglia di riprendere il risultato. A volte anche noi ci facciamo delle domande: all’andata si faceva gol e c’era voglia di andare a fare il secondo, poi nel ritorno è subentrato forse un fattore mentale, dopo quelle due, tre sconfitte è successo qualcosa. Non siamo più scesi in campo come all’andata, questa è la realtà”.

IL FUTURO“Sto bene qua, ho altri due anni di contratto. Mi sento sicuramente un calciatore della Reggina, come ho detto alla mia famiglia, alla mia compagna e a tutti”.

IL RUOLO“Sono un esterno d’attacco ma posso fare anche la seconda punta. L’ho fatta con Aglietti a Verona nelle ultime dieci partite, magari con compiti diversi. A Frosinone giocavo davanti, da esterno, come all’andata qua. Sia Grosso che Inzaghi vogliono che i tre d’attacco e le mezz’ali stiano molto davanti. Con il 3-5-2 sicuramente si gioca in maniera diversa, ma capisco che quando subentrano altri fattori non è facile”.

PAPA’ CANOTTO“Mio papà è un grande tifoso mio. Quando non gioco mi dice: ‘che è successo?’, ma io gli dico che sono scelte del mister”.

INZAGHI“Per noi il mister è tutto. Ci dà sempre tanto, dalla prima fino all’ultima adesso è sempre uguale. Ha sempre voglia di farci capire che ci stiamo giocando qualcosa di importante. Nei momenti particolari è stato lui a creare gruppo, a pranzo. E’ una persona di tutto rispetto, ora la colpa non è sua ma di tutti. Tutti quanti siamo consapevoli che non stiamo facendo benissimo ultimamente, ma sappiamo anche che non vogliamo deludere nessuno. I tifosi lo sanno che siamo prima uomini che calciatori”.