“Il tasso interno di rendimento, di ritorno, in una terra non ben infrastrutturata come la Sicilia è molto elevato. Abbiamo realizzato nei porti un investimento elevato il cui ritorno è stato importante. Pertanto, il ponte è necessario per due motivi: perché può attivare il processo di reshoring attraverso le Zes, con la necessità di interconnettere ferro e strada in Sicilia, e perché abbiamo anche l’esigenza di creare in Sicilia un hub energetico e lo si fa solamente se si è strettamente connessi in termini di alta velocità con la terraferma. Siamo fiduciosi che l’opera ponte possa essere realizzata”. Così Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, nel corso della sua audizione presso l’Aula della Commissione Trasporti della Camera, le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti, nell’ambito dell’esame in sede referente del disegno di legge di conversione del decreto 35 del 2023, recante disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, il ponte sullo Stretto.
“La prima delle due sfide si può vincere, il ponte e le Zes sono gli strumenti – sottolinea Monti -. In tal senso auspichiamo che anche la norma sulle Zes possa essere rivista per potere affrontare il mercato e portare nuove industrie nell’isola”.
