“Per realizzare l’obiettivo di iniziare entro il 2024 è necessaria una governance efficace e lineare. Il decreto riduce già a 5 il numero di Consiglieri, con un Presidente e un A.D. Il costo è aumentato, nel DEF è indicato in 13 miliardi, ma ritengo che si debba considerare come un costo massimo, un tetto. Le risorse da recuperare sul mercato saranno minori rispetto al 50-60% previsto in passato. Credo sarebbe meglio che determinate risorse vengano affidate a Stretto di Messina”. Così Pietro Ciucci, già amministratore delegato della società Anas e della società Stretto di Messina, all’audizione presso le commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera sul Ponte sullo Stretto.
“La ricaduta sul territorio non può essere dimenticata. La Stretto di Messina è in liquidazione. Prima, quando c’era io, l’accordo di programma coinvolgeva Anas, RFI, Regioni per la realizzazione. Io ero stato nominato addetto alle opere compensative sul territorio, comprese quelle di formazione personale del territorio, che devono essere ripristinate immediatamente. L’urgenza non è solo aggiornare il progetto definitivo, ma avviare formazione del personale. Questa non deve essere un’opera imposta al territorio, ma uno che il territorio deve accogliere ed accettare“.
