“Il Ponte sullo Stretto ha una valenza anche geopolitica. Il Mediterraneo è un punto strategico per lo sviluppo dell’Europa e in questo contesto le infrastrutture sono assolutamente fondamentali”. Lo ha detto Maurizio Lupi, già Ministro dei Trasporti, ospite dell’evento di Fondazione Magna Grecia e Fondazione Sicilia al Teatro Massimo di Palermo e riguardante il Ponte sullo Stretto.
Lupi, parlando di Mediterraneo strategico e di ruolo per l’Europa, cita anche il periodo Covid: “durante l’emergenza sanitaria ci siamo resi conto quanto i porti siano stati strategici in termini di trasporti e distribuzione. Il Ponte sullo Stretto è stato bloccato da interessi localistici, è stato bloccato da una politica corta. Economia, riqualificazione, tecnologia, si sviluppano intorno a opere del genere”.
L’altro esempio è quello dell’A1, nell’ottica di quelli che possono essere gli sviluppi futuri di un territorio successivamente a un’infrastruttura: “nel dopoguerra la struttura che più ha collegato l’Italia è stata l’Autostrada del Sole. La politica può fare e può decidere, non è un problema economico. Oggi il clima è cambiato e c’è una maggioranza politica. Il Ponte sullo Stretto è un obiettivo, dobbiamo avere l’intelligenza di arrivare a questa meta. In questi 20 anni il Ponte non è stato realizzato e la Sicilia è rimasta una cattedrale nel deserto“.
Alle parole di Lupi si sono aggiunte quelle di Francesco Profumo, Presidente Acri: “al termine del 2026 – ha detto – faremo una valutazione su come sono state utilizzate le risorse del PNRR. Il Ponte sullo Stretto non ha una dimensione territoriale, né nazionale, bensì europea”, ha aggiunto, accodandosi al pensiero sopra espresso.

