Se Pippo Inzaghi in carriera ha fatto vedere quello che tutti sappiamo, prima da calciatore e poi da allenatore, è per via della sua grande determinazione, professionalità, mentalità vincente. E’ un vincente di natura e lo si sapeva. Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, soprattutto dalle parti dello Stretto, lo ha dimostrato anche in questi mesi alla Reggina. Non ha sempre vinto e quando ha perso lo ha fatto proprio perché la voglia di vincere ha giocato brutti scherzi. Accontentarsi del pari? Assolutamente no! Lo ha fatto ampiamente intendere nel corso di un’intervista telefonica a Radio Febea alla vigilia del derby di Cosenza di domani. “Io penso che se si vuole creare una mentalità vincente è anche giusto non accontentarsi di pareggiare. Poi 20 giocatori nuovi non hanno tutti l’esperienza per capirlo. Dobbiamo cercare di vincere tutte le partite, è la mentalità che si deve creare e che ci siamo prefissati a inizio anno. E poi se ci pensiamo questa squadra non è mai uscita fuori da nessuna partita, forse dopo lo 0-2 del Frosinone”, ha detto.
“Conosco il calcio, è giusto che tutti sognino. Quando sono arrivato a Reggio mi hanno detto: ‘in tre anni cerca di portare la Reggina dove merita‘, poi è chiaro che se ci riusciamo prima è meglio. Ma quando ci arriviamo dobbiamo essere pronti tutti, per questo tengo sempre i piedi ben saldi a terra. Questa squadra ha abituato a giocarsela con tutti, va sostenuta. Il nostro Presidente ha fatto un capolavoro a salvare questa società e ora siamo qui a giocarci un sogno”.
E sul periodo negativo, che si spera superato: “a me le sconfitte non hanno mai preoccupato perché vedo i ragazzi come si allenano e come giocano. Ero tranquillo perché la squadra giocava e divertita, anche se speravo solo che i risultati non influenzassero la testa dei ragazzi. Perdere tante partite in modo immeritato può far subentrare un po’ di paura, che dopo il 2-1 c’è stata, ma la squadra mi lasciava ben sperare, ora siamo felici ma pensiamo subito al derby. Poca cattiveria? Sì, creiamo tanto ma dobbiamo fare più gol. Ogni squadra ha le sue caratteristiche, un po’ più di cattiveria ci deve essere ma il primo obiettivo era giocare bene e la gente si diverte a vederci giocare. Qualche risultato ultimamente era venuto a mancare, ma l’impegno c’è sempre stato. Il nostro è un percorso triennale e lungo, godiamoci questi ragazzi”.
Tornando a Reggina-Modena: “l’1-1 avrebbe ammazzato chiunque, anche squadre di A o di Champions. Prendere gol al primo tiro in porta dopo quattro sconfitte immeritate è dura, invece questi ragazzi hanno stupito tutti, non era facile all’intervallo. Anche i due gol di Cittadella non li ho mai visti in carriera. Forse sabato è girato a noi dopo il 2-1, ma eravamo in credito con la fortuna. Dopo 4 minuti sabato avevamo fatto il tiro di Majer e il palo di Hernani che era buono, non era fuorigioco, potevamo già stare sul 2-0”.
E si arriva a Cosenza-Reggina: “al di là della classifica del Cosenza e del derby, in B sono tutte difficili. Qualche settimana fa là ha perso il Parma, che io ritengo tra le più forti. Chi recupera? Ci manca l’allenamento di oggi. Camporese ci sarà, ma non ancora pronto da titolare; Gagliolo speriamo di portarlo in panchina, ma sabato li avremo al 100%. Siamo in pochi dietro, anche Di Chiara non sta benissimo, ma non ci lamentiamo delle assenze”.
Infine il mister chiude su mercato e obiettivi, come sempre in maniera diplomatica: “sul mercato sapete delle difficoltà che abbiamo avuto. Abbiamo preso dei giovani che vanno aspettati, ma Strelec lo abbiamo già visto e si è presentato bene. Bondo vi assicuro che è bravo e ci darà una mano. Riserve non all’altezza dei titolari? Penso che sia normale che in una squadra ci siano 4-5 insostituibili, è un po’ ovunque così. Noi li abbiamo ma abbiamo anche valide alternative e lo sapete, lo avete visto quando ho cambiato tanti elementi nei turni infrasettimanali”. Sull’obiettivo, come detto, glissa: “parlare di playoff? Io dal primo giorno mi son posto l’obiettivo, che è quello di giocare bene e salvarmi. Probabilmente li abbiamo già raggiunti e ora si può guardare avanti, di partita in partita”, conclude.
