“Io sono il primo tifoso della Reggina, sono stato adottato da Reggio Calabria. Quando l’amaranto ti entra nel cuore e nell’anima, non lo lasci più. Resto ugualmente vicino alla Reggina e me ne sento un po’ il padre putativo, perché se la Reggina ha una società e una dirigenza di altissima livello come quella di Marcello Cardona, nonché una proprietà di altissimo livello come quella di Felice Saladini, è anche perché li ho scelti io”. Così Fabio De Lillo. L’ex General Manager della Reggina, nonché Amministratore Unico per il passaggio delle quote da Gallo a Saladini, è intervenuto a Radio Gamma No Stop, nella trasmissione Diretta Studio condotta da Gianni Agostino.
Prima di passare ai fatti recenti, De Lillo ha tenuto a ripercorrere la storia dall’inizio, dall’avvento di Gallo: “tutti quanti nella vita dobbiamo avere memoria, ma purtroppo questa viene meno a molti. Partiamo da lontano. Noi abbiamo preso la Reggina che la stavano staccando dal campionato, con l’allora gestione Praticò, a cui comunque Reggio Calabria deve dire grazie perché lui era un uomo che stava mettendo tutti i suoi sforzi e le sue aziende per gestire la proprietà. E’ arrivato in un momento in cui economicamente non ce la faceva più, la società stava per fallire, i giocatori non erano stati pagati e poi la nuova società è entrata, ha pagato gli stipendi e dopo pochi mesi l’ha portata ai playoff. Poi c’è stato l’anno del trionfo, del record di punti in Serie C, della promozione in Serie B. E ricordiamoci che pochi mesi prima la squadra stava per ripartire dall’Eccellenza. Poi sono stati fatti grandi investimenti in B, con l’arrivo di Menez. Io me ne prendo i meriti perché l’ho sempre difeso e vedo cosa sta facendo adesso, grande protagonista in B. Poi abbiamo rilanciato Baroni, che sta facendo bene adesso in A. La pandemia purtroppo ha messo in ginocchio tutti”.
E arrivano i problemi della scorsa Primavera, con l’arresto del Presidente Gallo e il dramma sfiorato in estate. “Nella crisi totale è arrivato il 27 maggio – rivela De Lillo – La società non aveva amministratore e qualcuno entro il 31 maggio doveva firmare il bilancio. Se nessuno lo avesse fatto la società sarebbe fallita. Mi chiamano Giudice e Commissario Giudiziario e mi dicono che non trovano nessun folle che in tre giorni potesse firmare. Così io, Fabio De Lillo, che ai tifosi a Brescia, a poche ore dalla notizia del Presidente Gallo, avevo promesso che avrei cercato di salvare la società, e loro credevano in me, ho firmato. Io mi occupo di gestione delle Farmacie e, senza dire nulla a nessuno, ai miei fratelli, ho firmato i bilanci in una condizione che nessun altro avrebbe fatto. Da quel giorno abbiamo salvato la Reggina, non falliva più. Tramite lo studio Tonucci, tra le tante richieste, abbiamo selezionato il meglio possibile. Si erano avvicinati fondi, ma io volevo fortemente ci fosse un nome e un cognome. Nel mio primo colloquio con Felice Saladini mi ha impressionato la sua signorilità, la sua visione imprenditoriale. Sono stato convinto che fosse la soluzione migliore, poi lui era convinto di acquistarla. E poi c’è Marcello Cardona, un uomo dello Stato che rappresenta la legalità in Italia. Solo io so quanto è tifoso della Reggina. Ogni lunedì noi ci sentivamo e mi chiedeva notizie sulla Reggina”.
E poi si passa al presente, alla Reggina attuale e al futuro dello stesso De Lillo: “ora la Reggina ha preso il Mourinho della Serie B, il massimo che potesse esserci sulla piazza. Ora questo mi riempie d’orgoglio, io sono il primo tifoso anche perché, tra tutte le cose della vita, questa è quella che mi è riuscita meglio. Ma non bisogna dimenticare il passato. Sono sempre in contatto ora con proprietà e presidenza perché voglio continuare a informarmi. Se qualcosa fosse andato storto sarei fallito io, la mia famiglia e tutti quanti. Personalmente ho cercato di dialogare con l’Agenzia delle Entrate, sull’accordo di rateizzazione”. E De Lillo ammette che qualche richiesta l’ha ricevuta: “ho avuto complimenti da tanti Presidenti di Serie B, qualcuno è stato commovente e c’è anche chi mi ha chiamato. Per il momento però ho altri obiettivi, ma non chiudo le porte a nessuno“. E fa una promessa in chiusura, lui che è candidato alle Regionali del Lazio con Fratelli d’Italia: “nel caso in cui venissi eletto, tornerò al Granillo. Seguo ovviamente la Reggina, ma ancora non l’ho mai fatto di persona, allo stadio. Lo farò e mi siederò insieme a Cardona, Saladini, Ferraro”.
