“La classifica non la guardiamo e anche loro, così come noi, non hanno nulla da perdere. Abbiamo da migliorare i difetti, che sono tanti, ma abbiamo la fortuna di giocare in casa e davanti al nostro pubblico. Il Cittadella gioca a memoria, da tanti anni insieme, con il vice di Venturato, quindi con lo stesso allenatore. E’ una squadra forte, è una bella prova, ma dobbiamo sfatare il tabù, visto che al Granillo non li battiamo dal 2001”. Esordisce così, in conferenza stampa, mister Inzaghi, che parla alla vigilia di Reggina-Cittadella.
Parlando dei tre attaccanti, dei titolari e del fatto che in questa squadra deve giocare chi ha qualità, Inzaghi va controcorrente: “io penso a Loiacono, Giraudo, Liotti, Camporese, Cicerelli, Ricci e Santander che sono prontissimi. Non penso a quelli che giocano, per me la più grande vittoria è chi sta fuori, vedere il loro atteggiamento e il rispetto dei compagni”. E a proposito di questo, ammette che che “i dubbi ce li ho ma non solo quello tra Camporese e Cionek, per me loro due e Gagliolo sono tutti titolari ma uno deve stare fuori. Dovrò fare una scelta difficile lì, una davanti e metto in evidenza chi è entrato a Pisa, che ha svoltato una gara che a un certo punto era un po’ in difficoltà per noi”.
Tornando a Pisa, il tecnico sottolinea che “dovevamo chiuderla nel primo tempo, ma cosa posso rimproverare a questi ragazzi? Non possono non esserci difetti con una squadra nuova, con un allenatore nuovo. Se fossimo al top ci sarebbe da preoccuparsi visto il poco tempo in cui lavoriamo insieme. Il pubblico e le prestazioni stanno esaltando i nostri pregi e nascondendo i nostri difetti. Già questo è un grande passo in avanti. Un po’ mi preoccupa la condizione fisica. Da quando faccio l’allenatore penso che il ritiro in montagna faccia bene, anche per stare insieme, per provare qualche movimento difensivo o qualche calcio piazzato. A me piace, sinceramente, ma vedremo adesso. Forse è un piccolo vantaggio ora, perché ci siamo abituati al caldo, ma i cambi li faccio sempre quando mi rendo conto che qualcuno non ne ha più. Mi piacerebbe finire bene per avere la sosta, che ci può aiutare. Io non penso che a Pisa ci siamo abbassati per strategia ma perché c’è un avversario. Non averla chiusa ha permesso a loro di crederci, ma noi lavoriamo su più cose e in quel momento la squadra ha saputo soffrire, provando ad alzarsi coi cambi. La partita si può preparare ma poi ci sono varie sfaccettature”.
“All’inizio dell’anno ci davano retrocessi, poi meritatamente lì davanti. Dobbiamo essere realisti – prosegue – ci sono Genoa e Cagliari che non c’entrano nulla e che vanno in A se non si suicidano. Poi ce la possiamo giocare tutti, da lì in poi. Anche l’anno scorso la squadra è partita forte, forse non aveva mai perso a questo punto del campionato. Penso che se faticheranno tutte a giocare contro di noi sarà già una bella vittoria. Vediamo cosa succede dopo la prima sconfitta, se l’ambiente rimarrà unito”. E poi chiude sugli indisponibili: “Obi dopo la sosta penso ricomincerà con noi, stiamo andando con cautela. Se l’allenamento che manca va come deve andare, siamo tutti disponibili a parte Obi”.
