Se il Granillo piange, il Liberati non ride. Problema prevedibile, in alcuni casi, quello del manto erboso degli stadi a ridosso dell’inizio della stagione calcistica. La Reggina ne sa qualcosa. L’anno scorso andò come andò, quest’anno la storia si ripete ma con l’alibi dell’estate rovente, in tutti i sensi. La società sta lavorando da settimane per sistemare il terreno di gioco, cercando di risolvere anche problemi extra (in questo caso di concerto con l’Amministrazione), come l’impianto anti-incendio, mancante dalla fine della scorsa stagione e fondamentale per decretare lo stadio agibile.
Per questo, il club ha chiesto (e ottenuto) di giocare le prime due partite di campionato in trasferta. La prima a Ferrara, domenica 14, e la seconda a Terni, il 21. Proprio a Terni, però, la situazione non è delle migliori, anzi forse peggiore di quella dell’impianto di Via Galileo Galilei. Oltre al rischio porte chiuse, di cui avevamo parlato già la scorsa settimana (servono lavori urgenti, ma il Presidente Bandecchi è in costante contatto col Comune e si dice fiducioso), c’è anche appunto la cattiva condizione in cui versa il manto erboso, come si può vedere dal video in basso, realizzato da CalcioTernano. Quasi un campo di terra battuta, come quelli polverosi degli anni ’80.
A tal proposito, al Messaggero, ha detto la sua sul tema il vicepresidente Paolo Tagliavento: “con la Lega B – ha detto – stiamo valutando se procedere ad una rizollatura, o aspettare se entro questi giorni la nuova semina di gramigna che è stata fatta risponderà positivamente. Tuttavia l’inizio del campionato incombe. Nella nostra situazione ci sono anche tanti altri campi, soprattutto al sud. Vi assicuro che le stiamo provando tutte”. Si resta dunque in attesa di novità da qui a domenica 21 agosto, poco più di due settimane.
