Reggina, Taibi: “Inzaghi mi chiama ogni notte all’1 e io mi sveglio alle 5.30. La società voleva un anno di transizione, ma poi…”

L'intervista che il direttore sportivo della Reggina Massimo Taibi ha concesso a Gianluca Di Marzio: si parla delle settimane di passione estive, del suo legame con Reggio, di Inzaghi, di mercato e di obiettivi

Non si ferma mai, non si è potuto fermare mai. Solitamente, in estate, il suo lavoro raddoppia, ma quello da DS. In realtà, quest’anno, si è trasformato. Ha fatto l’attore, qualche giorno fa, mentre fino all’annuncio di Saladini è andato anche oltre. Massimo Taibi è l’unico, tra i vertici dirigenziali della Reggina, ad essere rimasto in sella nonostante la nuova proprietà. E i momenti di tensione, si sa, non sono mancati. Ma ora è tornato al suo ruolo naturale, quello di DS, quello fatto di incontri con dirigenti, procuratori, calciatori, quello fatto di trattative, rifiuti, strette di mano, accordi. In due settimane, intense, ha consegnato a Inzaghi un organico di tutto rispetto.  E lo evidenzia in un’intervista a Gianluca Di Marzio.

“Noi – ha detto – inizialmente pensavamo ad un anno di transizione per puntare ad un campionato da protagonisti l’anno prossimo, poi la società ha deciso di anticipare i tempi, così siamo passati da un mercato all’altro. E siamo davvero soddisfatti, crediamo di poter regalare tante gioie ai reggini… se le meritano! Ora per completare l’organico ci mancano un paio di tasselli in entrata e quattro o cinque uscite, ma direi che siamo già competitivi…”.

Prima dell’organico, però, il colpaccio Inzaghi, che ha riacceso l’entusiasmo: “convincere Pippo è stato semplice perché ha capito la bontà del nostro progetto e allo stesso tempo entusiasmante. La sua figura, il suo appeal brillano di un entusiasmo coinvolgente. Devo dire che l’ho trovato uguale a quando giocavamo insieme… giusto qualche anno fa (sorride)… Metodico, passionale, dedito al lavoro 24 ore su 24. Infatti, l’unico problema è che mi fa dormire poco… Ogni notte mi chiama tra 00.30 e l’1, senonché io alle 5.30 di mattina mi sveglio…”.

Ma il legame tra Reggio Calabria e Taibi va ben oltre i sacrifici e il gran lavoro di questa estate. Al di là del suo passato da calciatore, ha “attraversato” ben tre proprietà: arrivato con Praticò, è rimasto con Gallo e ora con Saladini. Ma che fatica questa estate: “è’ stato davvero difficile salvare la baracca anno scorso per tutte le note vicissitudini… Siamo stati bravi a chiuderci all’interno, a isolarci come gruppo. Io, come sempre, nel bene e nel male mi son preso tutte le responsabilità, ho fatto da parafulmine per i ragazzi… In quel momento lì la priorità era proteggere la squadra e penso di esserci riuscito… Retrocedere o fallire sarebbe stato un dramma, per la città e per i tanti dipendenti… Ora, finalmente, respiriamo…Reggio è parte della mia vita, è la mia città adottiva… E solo per lavorare qui posso rinunciare al contatto quotidiano con la mia famiglia, che è distante circa mille chilometri! C’è tanto amore reciproco e sai il troppo amore, soprattutto quando le cose non vanno bene, porta anche momenti di tensione o di scontro. Ma è bello così, ci prendiamo i momenti belli, che sono convinto saranno ancora tanti…”.

Ma ora si parte, domenica l’esordio in Serie B: “noi – conclude Taibi parlando di obiettivi – partiamo sicuramente per fare un buon campionato. Sappiamo che sarà una Serie B difficile, ma diremo la nostra. La squadra ha una sua identità tecnico-tattica e vuol proporre calcio…”.