Lo Stato vuole davvero puntare sulle energie alternative? La riflessione di un lettore

Energie alternative: la riflessione che un lettore di StrettoWeb rivolge allo Stato

Un lettore di StrettoWeb, Giuseppe Moscato, ci ha inviato una segnalazione rivolta allo Stato sulle energie alternative. Moscato afferma: “Da oltre un decennio si parla di sviluppo delle energie rinnovabili sia per questioni ambientali che per motivi economici. Nell’ultimo anno in particolare, a causa dell’impennata dei costi delle fonti energetiche fossili (gas su tutte), il ricorso a fonti alternative sembra essere diventato l’unico strumento per liberarsi dalle vecchie fonti energetiche e soprattutto non dover dipendere da Stati dalle dubbie forme di stabili governi”.

“Sentendomi personalmente chiamato in causa a ciò, per senso civico e rispetto del mio Paese, oltre ad un senso pratico di non dover “rimanere a secco” di energia elettrica e di risparmio, ho deciso di far installare un impianto fotovoltaico” continua Moscato.

“Visto che oggi più che mai quindi è prioritario, secondo quanto dichiarano quotidianamente i nostri politici (di governo e non), lo sviluppo di fonti energetiche alternative,

Chiedo perché non capisco:

Perché una volta installato l’impianto fotovoltaico, l’Enel impieghi da 4 a 6 mesi per mettere in funzione l’impianto?

Chiedo perché non capisco:

Perché l’energia prodotta in esubero e ceduta alla rete nazionale viene pagata al produttore circa ¼ del valore di quella venduta dalla rete nazionale al privato?

Chiedo perché non capisco:

Perché la parte fissa in bolletta anche in presenza di minimo o nullo consumo di energia elettrica del gestore nazionale, rimane invariata e bisogna pagarla al pari di normali consumi e non diminuirla per incentivarne ulteriormente lo sviluppo dell’energia alternativa?

Chiedo perché non capisco:

Perché l’investimento per l’installazione dell’impianto, considerato che mal che vada lo si ammortizza in 10 anni, non viene stimolato (a costo zero per lo stato) attraverso l’uso di finanziamenti, a normali tassi di mercato, il cui costo e relativa quota capitale si ripagherebbe dal risparmio in bolletta?

Chiedo perché non capisco:

Ma veramente si vuole incentivare l’uso di energie alternative?”.