Un 4-0 può dire può poco o può dire tanto, a seconda dei punti di vista. Quello della Reggina nei confronti del Sudtirol dice sicuramente molto. Dice di una squadra che ha approcciato bene a prescindere dal prosieguo della gara, condizionato dal rosso a Curto. Come sarebbe finita in parità numerica? Nessuno lo può sapere, sicuramente le impressioni in casa amaranto erano comunque buone anche per il pallino del match e per le occasioni costruite. E si attendono ora avversari più forti. Nel frattempo andiamo a vedere, nel dettaglio, gli spunti emersi dalla sfida.
I GOL DAI GIOVANI – Quattro gol, tre arrivano dai giovani. Non è un caso. Inzaghi ne ha diversi in rosa e ci sta puntando con una certa continuità. Fabbian e Pierozzi li ha addirittura lanciati subito, sin da Genova, e non sono più usciti dalle rotazioni. E si tratta di due esordienti: il primo non ha mai giocato tra i Prof, il secondo l’anno scorso era in C. Poi non dimentichiamo Giraudo, Rivas, lo stesso Lombardi e Gori, lanciati per spezzoni di gara. In una Serie B in cui storicamente servono corsa e intensità, i giovani – se bravi – vanno utilizzati e anche con insistenza. I risultati si vedono e le ultime due stagioni di B insegnano.
I GOL DALLE MEZZ’ALI – In altre condizioni i marcatori di ieri sarebbero stati un caso. “Hanno segnato tre centrocampisti e un terzino, sì, ok, capita”. E invece non capita proprio niente, con Inzaghi. Con lui mezz’ali e terzini si buttano dentro, era successo a Ferrara, ma anche a Terni. In realtà era già fatto comune da prima, da Benevento passando per Brescia. “Io voglio che le mezz’ali si buttan dentro e facciano gol“, aveva detto il mister prima di Terni. Dunque, nessuna sorpresa, ma anzi solo conferme. I bomber, nelle squadre di Inzaghi, sono proprio loro.
MIGLIOR ATTACCO, 7 MARCATORI DIVERSI E IN GOL SOLO DUE ATTACCANTI – E’ un punto collegato a quello sopra. La Reggina dopo tre giornate ha il miglior attacco e neanche questo è un caso. Non lo è per le squadre di Inzaghi, che attaccante era e sa come far male. In una squadra che costruisce e rifinisce le azioni con 5, 6, anche 7 uomini dentro l’area o a ridosso, è fatto abbastanza scontato. Non solo attaccanti dentro, appunto, ma anche mezz’ali, mediano a ridosso (Crisetig in gol tra Genova e Ferrara), terzini. Da qui i 7 marcatori diversi e il fatto che abbiano segnato solo due attaccanti, Menez e Rivas.
LE PARTENZE SPRINT DI INZAGHI – Altro dato affatto sorprendente, anche se siamo solo alla terza giornata e lo si può definire solo riflessione parziale. Lo scorso anno a Brescia Super Pippo partì fortissimo, così come a Benevento, anche se lì fu un cammino lineare e micidiale. Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che già da subito l’ex Milan chiede pressione, intensità e baricentro alto contro squadre spesso ancora indietro di condizione alla prima, anche se quest’anno – o perlomeno così dovrebbe essere stato – pure la Reggina avrebbe dovuto essere in ritardo di condizione. Così parrebbe? E chi c’ha capito qualcosa. Di certo, la speranza è che anche in questo caso alla partenza sprint non faccia seguito una flessione nei momenti che contano. Però la panchina è lunga e i 5 cambi aiutano. Sempre nell’attesa di qualche settimana in più e di qualche avversario più solido.
NUMERI PRE-COVID AL GRANILLO – Un dato extra sportivo, ma forse il più bello. Ieri, al Granillo, si è tornati ai numeri pre-Covid. Oltre 11 mila presenze, di cui oltre 7 mila tagliandi staccati. Non considerando ovviamente la stagione 2020-2021, con gli stadi chiusi, è già record rispetto alla scorsa (superati gli 8 mila solo per Reggina-Parma di ottobre 2021, poi sempre meno di 8 mila, anche se erano in vigore ancora limitazioni per via del Covid, tra capienza ridotta, mascherine, Green Pass e paura diffusa). E’ anche questo un segno di normalità, di ritorno al passato: Reggina-Monopoli fu l’ultima gara pre-lockdown, a inizio marzo 2020, in un bel pomeriggio primaverile, con gli amaranto primi e lanciatissimi verso la B davanti a oltre 12 mila spettatori. Quell’anno la media fu quasi sempre superiore ai 10 mila, ma si spera che in questa stagione si possa alzare.
BRONZI E NON SOLO, SOCIETA’ VICINA AL TERRITORIO – Dettagli ininfluenti ai fini del risultato finale, ma che sicuramente fanno piacere. La società reggina è tornata, come ai bei tempi, ad essere molto vicina al territorio, alla sua gente. Non è casuale la scelta Inzaghi, non è casuale la sua umiltà a dispetto dei grandi successi da calciatore, non è casuale il “passaggio” alla Sorgente. E non è casuale la scelta di far incontrare tifosi e squadra al Sant’Agata, con i cancelli aperti e il contatto diretto all’interno del campo numero 1. Finita? No. C’è la visita ai Bronzi insieme alla società Sudtirol, c’è la maglia consegnata alla famiglia Tolotti. Non solo campo, dunque. E non solo Reggina. Ma anche, specialmente, l’origine di tutto: Reggio Calabria, la città di Reggio Calabria. Il territorio che si lega indissolubilmente alla squadra calcistica e in generale sportiva più importante, tra i pochi riscatti sociali di un luogo difficile.
