Novak Djokovic contro Nick Kyrgios, ultimo atto inedito in uno Slam, impronosticabile alla vigilia di Wimbledon. Se Djokovic, campione in carica, era quasi obbligato a raggiungere la finale, la sorpresa arriva dall’altra parte del tabellone: dopo anni di promesse non mantenute, colpi di testa, scandali e chi più ne ha più ne mette, Kyrgios riesce a concentrarsi per due settimane sulla sua carriera, sfrutta il ko di Nadal e trova una clamorosa finale. Djokovic favorito sì, ma il talento dell’australiano non è secondo a nessuno nel circuito. E non si tratta solo di abilità con la racchetta.
Da una parte c’è la compostezza di Djokovic, la sua solidità mentale, il palmares e l’abitudine a giocare a certi livelli, ma dall’altra la sfrontatezza, i nervi e il caos di Kyrgios possono risultare variabili impazzite in grado di sovvertire ogni rapporto di forza. Il 4-6 in favore dell’australiano al primo set rende bene l’idea. Djokovic deve rimboccarsi le maniche e ribalta subito la gara nei due set successivi vinti 6-4 / 6-3. Come detto, per Kyrgios si parla di variabili impazzite: il finale di 3° set in cui urla contro il suo angolo, “colpevole” di dirgli di stare tranquillo su un 40-0 chiuso tragicamente con rimonta e punto di Djokovic, la dice lunga sui fantasmi che il bad boy australiano si porta dietro.
Atto finale nel quarto set. Kyrgios ritrova un po’ di calma, piazza diversi colpi deliziosi portando la gara al tie-break. Nel momento più delicato della gara, quanto contano i nervi saldi, la battaglia è già vinta. Djokovic è una sfinge e sbaglia poco o nulla, Kyrgios torna a fare i conti con i suoi demoni. Finisce 7-3 in favore di Djokovic che mangia ancora l’erba di Wimbledon. Per Nole sono 21 Slam, 7 Wimbledon dei quali 4 consecutivi. Un titolo Slam che potrebbe anche essere l’unico della stagione visto che agli US Open potrebbe non partecipare a causa delle restrizioni sul vaccino. Kyrgios si dimostra uno straordinario talento incompiuto: chissà se questa finale possa avergli fatto scattare qualcosa dentro, anche solo la forza di spegnere qualche voce nella sua testa per iniziare a vincere qualche titolo in più.
