Reggio Calabria, maxi rissa tra fazioni di detenuti stranieri al carcere di Arghillà: poliziotto ferito nel tentativo di sedarla | DETTAGLI

Reggio Calabria: la nota del Vice Segretario Provinciale SINAPPE, Danilo Bandiera

“Continuano ininterrottamente gli eventi critici registrati nei penitenziari italiani, che con il caldo torrido sembrano prolificare, con estremo disagio per l’attività lavorativa e soprattutto per i poliziotti. Nella giornata di ieri, presso l’Istituto di Reggio Calabria Arghillà, un collega è rimasto ferito ad un braccio (riportando una prognosi di 5 giorni), a causa dell’intervento operato, al fine di sedare una rissa iniziata tra due fazioni opposte di detenuti stranieri”. Lo afferma in una nota il Vice Segretario Provinciale SINAPPE, Danilo Bandiera.

“Il poliziotto di turno, con non poca fatica, riusciva nell’intento di separare i due gruppi che avevano creato agitazione all’interno del Reparto, evitando che la situazione degenerasse, ma riportando una contusione che lo obbligava alle cure del locale nosocomio. Non si contano più le aggressioni, le risse, i tumulti che ogni giorno, ormai da mesi, impegnano il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere calabrese, divenuto contenitore indistinto delle diverse tipologie di detenuti (stranieri – quasi la metà dei presenti -, psichiatrici, ecc.)”. 

“Presso la Casa Circondariale di Arghillà giungono ristretti da tutta la regione, nonostante gli spazi siano saturi ormai da tempo. Più volte il SiNAPPe ha lamentato questa situazione chiedendo un necessario sfollamento; richieste ahinoi, lasciate cadere nel vuoto”.

“La situazione vissuta all’interno del carcere è giunta a livelli non più sopportabili; motivo per cui si richiede un intervento immediato affinché il penitenziario ripristini un clima equilibrato e ove la sicurezza torni ad essere la priorità a tutela dei poliziotti e nel rispetto del loro servizio”.