La sveglia suona alle 5 del mattino. Un giovane ragazzo danese si sveglia e segue i genitori al mercato del pesce di Hillerslev, città nel nord della Danimarca. Il Mare del Nord gli dà da vivere con un lavoro onesto: pulisce le interiora di decine di kg fra salmoni, merluzzi, spigole e altri pesci provenienti da ogni parte del mondo. Dopo 7-8 ore di lavoro, sale sulla propria bici e inizia ad allenarsi. Inizia così la storia del “Pescatore”, Jonas Vingegaard, giovane ciclista danese salito su gradino più alto del podio al Tour de France, la più importante competizione ciclistica al mondo.
Oggi indossa con fierezza la maglia della Jumbo-Visma, squadra in grado di cannibalizzare la Grande Boucle prendendosi maglia gialla, maglia verde e maglia a pois, ma ad inizio carriera è stata la piccola Colo-Quick a dargli una chance. In quegli anni la sua vittoria più grande fu il prologo del Giro della Valle d’Aosta. La Jumbo Visma si accorse di lui, preferendolo al connazionale Honorè, restando stupita dai tempi importanti fatti registrare sul Coll de Rates, in Spagna. Nel Tour dell’anno scorso i primi lampi di talento: dopo la caduta di Roglic, capitano designato, prende le redini della Jumbo-Visma chiudendo alle spalle di un inarrivabile Tadej Pogacar.
Duello rimandato solo di un anno. Roglic finisce nuovamente fuori dai giochi, ma questa volta Vingegaard coglie al volo l’occasione. Gli attacchi della corazzata danese frustano Pogacar in salita nell’11 tappa, Vingegaard sul Granon prende il largo con una fiammata clamorosa che certifica la crisi del rivale: 2’51” di vantaggio con annessa maglia gialla che manterrà fino a Parigi. Emozionanti i duelli con Pogacar fatti di furiose rasoiate e risposte sempre puntuali, risulteranno addirittura 6 gli attacchi operati da Pogacar in salita sui Pirenei, ma senza successo.
Nella stessa tappa la fotografia del Tour. Pogacar scivola in discesa, Vingegaard può chiudere i giochi, ma si ferma ad aspettarlo: rispetto e fair play fra i due che si stringono la mano. Nella salita finale Vingegaard scatta ancora sfruttando un mastodontico Vout van Aert, vince sul traguardo di Hautacam e marchia a fuoco il suo dominio sul Tour de France. Ieri una cronometro da campione, secondo dietro il compagno van Aert, per certificare la sua completezza come corridore. Le lacrime e il bacio con la moglie Trine e la figlia Frida hanno fatto il giro del mondo. Il campione umile, il “Re Pescatore” divenuto leggenda sui Campi Elisi.
