Crisi di governo, il discorso di Draghi: “ricostruire patto di maggioranza. No fiducia di facciata”

Mario Draghi ha tenuto il proprio discorso al Senato in merito all'attuale crisi di governo: il premier sottolinea la necessità di una maggioranza solida che lo sostenga

Mercoledì scorso ho rassegnato le dimissioni. Questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato il governo dalla sua nascita. Il capo dello Stato le ha respinte e chiesto di informare il Parlamento. Decisione che ho condiviso. Oggi mi permette di spiegare a voi e agli italiani questa decisione tanto sofferta quanto dovuta“. Inizia così il discorso di Mario Draghi al Senato. Il premier ha ricostruito quanto accaduto la scorsa settimana dopo il voto di fiducia sul dl Aiuti: dalla crisi di governo aperta dopo l’astensionismo dei 5 Stelle, fino alle dimissioni respinte dal presidente Mattarella.

Le riforme della giustizia, della concorrenza, del fisco, degli appalti oltre alla corposa agenda delle semplificazioni sono un passo essenziale per l’Italia. Ad oggi tutti gli obiettivi del Pnrr sono stati raggiunti“, ha dichiarato Draghi. “Il presidente della Repubblica mi affidò l’incarico” di Presidente del Consiglio con l’obiettivo di affrontare “tre emergenze: pandemica, economica e sociale. Tutti i principali partiti, con una sola eccezione, decisero di rispondere positivamente a quell’appello. Nel discorso che tenni in quest’Aula feci riferimento all’unità nazionale, che in questi mesi è stata la miglior garanzia di questo esecutivo e della sua efficacia. Ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere il consenso più ampio consenso. Il merito dei risultati è vostro, della vostra disponibilità a lavorare nell’interesse del paese. La vostra è stata la migliore risposta all’appello del Presidente della Repubblica“, ha sottolineato ancora Draghi.

Draghi vuole ripartire proprio da qui, da una maggioranza (“che si è progressivamente sfarinata“) unita che lo sostenga. “Come ho detto in Consiglio dei Ministri, il voto di giovedì scorso ha certificato la fine del patto di fiducia che ha tenuto insieme questa maggioranza. Non votare la fiducia a un governo di cui si fa parte è un gesto politico chiaro, che ha un significato evidente. Non è possibile ignorarlo, perché equivarrebbe a ignorare il Parlamento. Non è possibile contenerlo, perché vorrebbe dire che chiunque può ripeterlo. Non è possibile minimizzarlo, perché viene dopo mesi di strappi ed ultimatum. L’unica strada, se vogliamo ancora restare insieme, è ricostruire da capo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità”, ha dichiarato Draghi.

Serve un governo che “sia davvero forte e coeso e un Parlamento che lo accompagni con convinzione, nel reciproco rispetto dei ruoli. All’Italia non serve una fiducia di facciata, che svanisca davanti ai provvedimenti scomodi. Serve un nuovo patto di fiducia, sincero e concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il Paese. I partiti e voi parlamentari – siete pronti a ricostruire questo patto?“, ha concluso il Premier.