Dopo un commissariamento di oltre due anni, i cittadini di Sinopoli speravano di aver trovato la strada giusta per la rivalsa, per recuperare quanto lasciato in stand-by da tempo e per tornare ad essere padroni del proprio destino. E invece così non è stato. Nelle scorse settimane l’amministrazione quasi al completo, un membro dopo l’altro, si è dimessa in massa, prendendo così le distanze dal sindaco Francesca Sergi, eletta lo scorso 7 novembre. Ora, a Sinopoli si attende nuovamente il commissariamento.
Un terremoto politico che ha gettato la cittadinanza nello sconforto ma che a detta dei suoi fautori era inevitabile e arriva dopo mesi di tensioni e accuse reciproche. Di seguito pubblichiamo una nota stampa diffusa dai consiglieri dimissionari che, come hanno spiegato ai microfoni di StrettoWeb, hanno dovuto dimettersi loro malgrado, per via di una situazione diventata ormai insostenibile:
“Non volevamo ulteriormente infierire su una situazione già tragica – si legge nella nota -, ed infatti, si sperava che l’ex sindaco di Sinopoli Francesca Sergi, non pubblicasse sciocchezze in merito alle dimissioni dei consiglieri ed alla conseguente sua decadenza, tuttavia, ciò non è successo visto l’articolo da lei pubblicato su una locale redazione giornalistica online per cui, “occhio per occhio e dente per dente”. Si precisa che il disperato gesto che ci ha portato alle dimissioni, che non sono un copia e incolla, bensì il riscontro personale fatto da ognuno di noi in maniera del tutto unanime nei confronti dell’ex sindaco, trova fondamento nel suo operato che in questi sette mesi ha paralizzato l’intera azione amministrativa, con un modo di fare assurdo ed approssimativo privo di qualsivoglia condivisione e partecipazione che ha portato a due crisi della stessa giunta comunale in pochi mesi. Vera è la sua affermazione che era sola tra le carte, ma ciò perché le carte al tempo in cui ogni informazione dell’Ente viaggia online, le leggeva solo lei, anche se abbiamo qualche dubbio che lo facesse, noi altri per contro abbiamo preferito utilizzare questo sistema, considerato che il nostro comune è uno tra quelli più efficienti e all’avanguardia sotto tale aspetto.
Dovrebbe vergognarsi di dire – proseguono i consiglieri dimissionari -, che noi si arrivava alla soglia del palazzo per “ottenere informazioni di chissà quale natura” caro ex sindaco, noi in virtù delle persone per bene che siamo, quando volevamo informazioni entravamo a testa alta dentro il palazzo comunale, e lo facevamo nel rispetto dell’incarico che stavamo ricoprendo e soprattutto nell’interesse della nostra piccola comunità, poi non sappiamo come ha fatto a dire questo, considerato che spesso nemmeno ci passava dal palazzo comunale, oppure quando lo faceva ci mancava poco che lo trovassi pure chiuso, tuttavia se pensa che le nostre iniziative fossero illecite, noi stessi la invitiamo ad andare a denunciarci presso le competenti Autorità Giudiziarie.
Dovrebbe vergognarsi di dire di non essersi potuta avvalere della collaborazione di noi consiglieri, i quali, presumibilmente si sarebbero messi da parte perché non in grado di affrontare responsabilità più grandi di noi: e no, caro ex sindaco, a differenza sua noi di responsabilità ce ne sobbarchiamo ogni giorno anche di più complesse di quelle dei semplici amministratori e soprattutto siamo in grado di risolverli alla grande, figuriamoci se avessimo avuto l’autonomia di potere operare come amministratori cosa si sarebbe potuto fare. Perché invece non ha detto nella sua dichiarazione che per non dare autonomia ad alcuni consiglieri ed anche a qualche assessore non ha nemmeno assegnato le deleghe che gli competevano, mentre ad altri che le faceva comodo come gli ultimi due burattini, componenti della sua ultima giunta ne ha assegnate addirittura tredici o quattordici?
Dovrebbe vergognarsi ancora di più quando parla della felicità dei commercianti per la riattivazione del mercato rionale, che non è partito e mai sarebbe potuto ripartire con le sue direttive, ne è la dimostrazione che a distanza di tre mesi dal suo annuncio sui social dei pettegolezzi “facebook” non si è fatto ancora nulla, né tantomeno abbiamo potuto vedere la felicità dei bambini per la riattivazione del campetto di calcetto, promessa fatta all’indomani della sua elezione a Sindaco, ossia sette mesi fa e ancora fermo al palo quando viceversa sarebbe potuto essere sistemato nel giro di qualche settimana, per non parlare poi della presunta pulizia del cimitero e del paese grazie alla raccolta differenziata, Sinopoli infatti, ci sembra più una discarica a cielo aperto che il bel paese dipinto da lei.
Perché invece non ha detto che abbiamo strade con buche dove si entra interamente con le macchine, che non è stato fatto il minimo di pulizia nelle strade che portano verso Sinopoli Inferiore, oppure verso l’Aspromonte, dove ci sono molte attività agricole che aspettano ancora la sistemazione degli indispensabili canali irrigui, che non abbiamo operato un minimo di decoro urbano nonostante c’erano le risorse già destinate da parecchio tempo, che non si è riusciti a sistemare il problema della concessione dei loculi cimiteriali e i nostri concittadini non sanno nemmeno dove fare riposare in pace i propri cari defunti, così come ancora dare esecuzione al progetto di approvvigionamento della nuova sorgente idrica?
Ebbene potremmo andare avanti ancora per molto ma la chiudiamo qua perché non abbiamo voglia di perdere tempo e soprattutto di occupare spazio prezioso delle tesate giornalistiche che gentilmente ci hanno dato la possibilità di replicare a queste menzogne, dicendo che probabilmente in questo periodo, caro ex sindaco, ha vissuto a Sinopoli solo con la fantasia, considerato che non ha ancora avuto modo di realizzare i disastri che si stavano perpetrando a causa dell’irreversibile incompetenza amministrativa e istituzionale della sua ultima giunta comunale“.
Si conclude così la nota forte e amara firmata dai consiglieri comunali dimissionari “fieri e orgogliosi di quello che hanno fatto e che rifarebbero mille volte per tutelare il proprio paese e tutta la piccola comunità Sinopolese”.
