Oggi, 5 giugno 2022, si celebra la Giornata dello Sport a Reggio Calabria. Una giornata che dovrebbe (dovrebbe) essere all’insegna dello sport sano, solidale, educativo. Ma cade in un periodo in cui, nella città dello Stretto, si fa fatica a praticare attività sportiva. A evidenziarlo, in una lettera apposita, è la Dirigente dell’Associazione Dilettantistica Basket Nuova Jolly Reggio Calabria Romana Pirillo, che sottolinea il fatto che tante società non parteciperanno alla giornata odierna in segno di protesta alla situazione.
“5 giugno 2022, Giornata dello sport a Reggio Calabria. “Manifestazione volta a valorizzare la funzione dello sport quale fondamentale fattore di crescita e di miglioramento della qualità della vita.” Così scritto sui siti di competenza. Molte le società che non parteciperanno alla Manifestazione, perché a Reggio Calabria non è possibile praticare sport“, comincia la lettera aperta.
Queste le motivazioni: “tante Società hanno chiuso i battenti per i costi elevatissimi degli impianti sportivi che l’Amministrazione Comunale ha dato in concessione a Privati, costi che per le Società ancora attive ricadono sulle famiglie degli Atleti. Quei pochi impianti rimasti a tariffe Comunali sono insufficienti per le esigenze del territorio e spesso vengono occupati dai Migranti per incapacità di chi gestisce il problema atavico dell'”ospitalità”. Palestre scolastiche comunali e provinciali negate alle società dai Dirigenti Scolastici che non concedono disponibilità, pur non essendo proprietari e non utilizzando oltre orario scolastico dalle ore 16 in poi la palestra. Bandi per concessioni palestre provinciali pubblicati ad ottobre con conseguente assegnazioni a dicembre (in tutte le altre regioni bandi pubblicati a giugno, concessioni fine agosto). Bandi per concessioni palestre comunali non pervenuti”, si evidenzia nella lettera, richiamando al recente problema migranti ma anche agli elevati costi degli impianti, concessi a privati a discapito delle società sportive.
“Protezione Civile – si legge ancora, sempre in riferimento ai migranti – che nel mezzo dello svolgimento dei campionati federali “butta fuori” dagli impianti sportivi bambini, adolescenti (dopo che le società hanno pagato le tariffe richieste) per dare ospitalità ai Migranti che per mancato piano organizzativo non sanno dove portare e costringendo queste povere centinaia di persone a vivere in con due bagni e due docce, privando nel contempo i ns. Giovani del loro diritto di praticare un attività sportiva. Non parlate di Giornata dello Sport – la triste chiosa finale – perché lo SPORT voi tutti Responsabili di Amministrazione Comunale e Provinciale non avete idea di cosa sia e di cosa rappresenti per la vita di un bambino e un adolescente praticare un’ attività sportiva”.
