Mare inquinato a Reggio Calabria, Europa Verde incalza l’amministrazione: “il Comune risponda a queste domande”

“Stesse spiagge e stesso mare, problematiche presenti ormai da anni”: è la denuncia della Federazione Metropolitana di Europa Verde che pretende chiarezza dall'Amministrazione Comunale di Reggio Calabria per la sicurezza dei cittadini

La Federazione Metropolitana di Europa Verde (“suo malgrado”) torna a commentare l’argomento inquinamento acque di balneazione a Reggio Calabria, definito come “una delle pagine più inquietanti ed emblematiche della gestione del territorio”. Il perdurare della situazione critica induce gli attivisti a fare delle considerazioni diverse per provare a fare chiarezza: “la storia infinita dell’inquinamento marino sul litorale di Reggio (più di 4 chilometri sui 12 complessivi dai quali stare alla larga) avrebbe semplicemente del grottesco se non implicasse invece un vero e proprio attentato alla salute e alla dignità dei suoi cittadini. Sì, perché immergersi nelle acque marine o semplicemente sdraiarsi sulle spiagge pullulanti di enterococchi intestinali e di escherichia coli costituisce un rischio elevato di ammalarsi seriamente. Infatti, i suddetti batteri fecali possono provocare gastroenteriti (vomito e diarrea), infezioni cutanee e malattie anche gravi come endocarditi, prostatiti e altri problemi per le vie urinarie”.

Questo è il rischio che reggini potrebbero correndo, visto che ormai da settimane hanno cominciato a frequentare le spiagge con la stagione estiva iniziata in leggero anticipo: “forse vale la pena pure ricordare che l’inquinamento dura tutti i 12 mesi dell’anno e non soltanto quelli della stagione ufficialmente balneare. E poi vogliamo parlare della cosiddetta vocazione turistica della nostra città tanto declamata da certi politici locali? I turisti non avrebbero diritto, se non a una città con strade e piazze verdi e pulite, almeno prodiga di sole e mare pulito? L’inquinamento non è certamente una calamità naturale di stagione ma la conseguenza di azioni e comportamenti che lo causano e di politiche non solo incapaci di evitarlo ma nemmeno di tenerlo sotto controllo. E dunque, con quale giustificazione, anno dopo anno, vengono reiterati i divieti di balneazione?”.

Europa Verde dunque si chiede se l’amministrazione di Reggio abbia realmente posizionato e resi ben visibili i divieti e individuato chi è preposto a farli rispettare puntualmente: “quante denunce sono state inoltrate a carico di autori noti e ignoti per gli sversamenti abusivi sulle spiagge e nel mare nell’ultimo anno. Quanti dei 35 milioni dei fondi Cipe stanziati ad hoc sono stati utilizzati per migliorare i sistemi di collettamento, fognatura e depurazione della rete fognaria cittadina nel corso degli ultimi mesi”, e in particolare per la ristrutturazione e l’adeguamento dei vecchi depuratori di Gallico, Ravagnese e Oliveto.

“Quanti dei circa 350 Km di condotte fognarie e dei circa 100 impianti di sollevamento sono stati recentemente sostituiti o adeguati – domanda ancora Europa Verde, tramite il segretario metropolitano Gerardo Pontecorvo . Per quali impianti di depurazione sottoposti a sequestro dalla magistratura nel 2018 è stato comunque richiesto un dissequestro motivato dalla messa in sicurezza e/o l’ottimizzazione del loro funzionamento. Se e per quali depuratori e tratti di fognatura siano stati previsti progetti di miglioramento utilizzando i fondi nazionali del PNRR. Se ci siano nella previsione del nuovo PIANO Spiaggia Comunale iniziative per neutralizzare la situazione di degrado e inquinamento perdurante. I verdi di Reggio si domandano perché la popolazione di questa città deve continuare a rimanere separata per lunghi tratti dal proprio mare e perché il problema non venga affrontato sinergicamente da tutti i protagonisti istituzionali affinché possa essere risolto una volta per tutte”.