Ha chiesto immediatamente scusa per l’errore, non si definisce razzista come hanno accusato in molti e farà un viaggio in Calabria per conoscere una terra che non è mai riuscita a visitare. E’ quanto ha rimarcato in un’intervista rilasciata ai microfoni di StrettoWeb la conduttrice del programma “Diretta Biancorossa” Sara Pinna, finita nelle ultime ore nel ciclone della “gogna mediatica” per una risposta poco felice nei confronti di un bambino cosentino (“verrete tutti in Pianura a cercare lavoro”). Un episodio avvenuto ben 10 giorni fa e che è stato improvvisamente ritirato fuori da una testata locale veneta, dalla quale è poi partito il tam-tam dei giornali nazionali.
“Ho sbagliato, non ho avuto capacità di gestione del momento, ma io ho avanzato le mie scuse già dal 21 maggio. Sono rimasta basita quando ho visto che la notizia rimbalzava anche sulle maggiori testate dieci giorni dopo a quanto accaduto”, ha esordito Pinna, ormai da vent’anni all’interno della direzione generale di Videomedia. “Sin dal primo momento ho ricevuto feedback negativi per quella frase – prosegue – , così, appena ho avuto l’occasione, ho riascoltato il passaggio incriminato e mi sono subito accorta che non andava bene quello che aveva detto. Il giorno successivo non ho perso tempo, ho contattato la stampa di Cosenza i tifosi rossoblu, ho chiesto scusa e ci siamo subito chiariti, mi hanno anche invitata in Calabria. La vicenda era finita lì”.
Le scuse sin da subito e le origine sarde
La vicenda, quindi, si era sistemata. Sara Pinna, per dirla tutta, aveva anche contattato il padre del bambino cosentino che le aveva scritto la lettera di critiche, è arrivata tranquillamente la “stretta di mano”. Discorso chiuso? Ma anche no. Ieri la notizia che è ripartita da capo sui maggiori quotidiani, ed oggi anche il governatore Roberto Occhiuto ci ha messo il “carico da 11” scrivendo una lettera al presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti per chiedere provvedimenti. “Onestamente non capisco la reazione del presidente di Regione, non sono neppure giornalista, io conduco un programma per la tv locale veneta. Ho ricevuto tante offese in queste ore, ma queste non mi cambiano”, spiega Pinna.
“Inoltre, sono figlia di migranti – sottolinea ancora la conduttrice – . Dalla parte di mio padre ho origini sarde, mentre il nonno di materno è di Taranto. So benissimo quanto è doloroso per una persona dover lasciare la propria città di nascita, la mia famiglia l’ha provato sulla pelle, quindi chiedo nuovamente scusa, non volevo mortificare nessuno, mi dispiace davvero”. L’errore è stato ammesso, forse conoscere la Calabria e i calabresi in prima persona sarebbe stato diverso e quella frase mai pensata: “devo ammettere, non sono mai stata in Calabria, ci verrò per saziare la mia coscienza personale. Quel che ho notato, forse, è che c’è un sentimento di sofferenza molto forte su questo tema, in troppi ci sono rimasti male per una battuta sicuramente sbagliata, ma detta comunque al termine di una partita di calcio”. La speranza dunque è che presto si possa tornare a parlare di sport, abbandonando pregiudizi superati e sterili polemiche, affermare che la Calabria sia una terra senza futuro è assolutamente falso e sarà la stessa Sara Pinna ad accorgersene quando avrà la possibilità di visitarla e conoscere la gente del luogo.
