Nella città dello Stretto è cominciata la stagione degli incendi. E non quelli “classici”, di per sé condannabili, ma quelli tutti “originali” e “made in Reggio Calabria“: i roghi ai rifiuti. L’ultimo questa mattina, nella zona Sud, nel lungo vialone che conduce ai mercati generali di San Gregorio, da anni tra le più grandi macrodiscariche abusive del territorio. La grossa nube tossica elevatasi si è propagata nell’aria, rendendola irrespirabile a distanza di diversi chilometri.
In tutto ciò, prosegue la battaglia della politica locale sul Piano Tari, solo l’ultimo degli argomenti caldi (in tutti i sensi) di queste settimane. Ricordiamo, come messo nuovamente in risalto in un nostro recente articolo, che Reggio Calabria è una delle città con la tariffa tra le più alte d’Italia per quanto riguarda i rifiuti. E questo argomento si è solo velocemente aggiunto a quello arcinoto sul rendiconto di bilancio: “al netto dei macroscopici ed intollerabili ritardi nell’approvazione dei documenti contabili 2021 e 2022, dei diffusi e pubblici mal di pancia all’interno di una maggioranza più sfilacciata che mai e delle croniche pluridiffide della Prefettura, una premessa è d’obbligo. Con quale senso del pudore si discute di Piano e mancata riduzione della Tari, mentre intere zone della città continuano ad essere invase da montagne di rifiuti stessi non raccolti, vere barricate che impediscono l’accesso in alcune popolose zone della città? E non parliamo soltanto delle solite zone di Arghillà Nord e Ciccarello!”. Interviene così, sulla vicenda, Pasquale Imbalzano, Presidente del Comitato Federale e Responsabile Cittadino di “Italia al Centro”, nonché già Consigliere Comunale.
“Questa ormai storica raccolta “a singhiozzo”, rispetto alle previsioni di spesa complessiva del servizio pari a 42 milioni di Euro se svolto normalmente, dovrebbe comportare a rigor di logica matematica una considerevole riduzione del costo stesso. E poiché – prosegue – nonostante l’implicita opinione contraria di qualche dirigente o amministratore, questa continua a non essere una città di allocchi, se ne dedurrebbe che poiché siamo già a meta anno, le famiglie e le imprese reggine dovrebbero scontare una consistente riduzione della Tassa sui Rifiuti, le cui bollette sono direttamente legate a detto costo e non ad alcuno di altri parametri inopinatamente evocati nelle Commissioni Consiliari”, continua Pasquale Imbalzano.
Che poi conclude snocciolando qualche numero: “da noi, addirittura si pretende l’anticipo del 75% ad aprile, senza che in quella fase vi fosse una qualsiasi parvenza di previsione della spesa complessiva a fine anno, calcolata si presume sulla base del costo storico di un servizio, ripetiamo, da almeno due anni erogato “A singhiozzo”, quindi in parte! Conteggi, comunque, che non tengono conto dell’enorme numero dei “furbetti non censiti ed evasori totali”, a carico dei cittadini onesti, di cui questa maggioranza beatamente si disinteressa: tutto l’opposto del noto principio “pagare tutti per pagare molto meno”.
Quindi, ricapitolando: furbetti non censiti, evasori, amministrazione assente. E poi tasse tra le più alte, montagne di spazzatura, segnalazioni, denunce e lamentele, roghi di rifiuti a ridosso della stagione estiva. Sempre i soliti discorsi, sempre le solite parole, sempre i soliti episodi. “Eh già, io sono ancora qua”, cantava Vasco Rossi…
