Salvatore Gioè, imputato e condannato in primo grado nell’ambito del giudizio ordinario del maxi processo c.d. Gotha, le cui motivazioni sono ancora in attesa di essere depositate, era stato destinatario, nel 2016, di un decreto con cui il Tribunale Misure di Prevenzione di Reggio Calabria aveva applicato nei suoi confronti la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per 3 anni ed aveva disposto la confisca di un intero stabile, composto da plurimi appartamenti, formalmente intestati sia al Gioè che ai di lui familiari. In particolare, secondo le indagini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, lo stabile in questione, dal valore di oltre 500mila euro, sarebbe stato edificato e rifinito con i proventi illeciti che il proposto avrebbe conseguito mediante la sua partecipazione alla ndrangheta.
Tuttavia, già in primo grado, lo stesso Tribunale, accogliendo i ricorsi difensivi – corredati di perizie contabili e tecniche – aveva disposto il dissequestro della quasi totalità degli immobili. Di recente, poi, la Corte di Appello di Reggio Calabria, a seguito dell’annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione, ha disposto il dissequestro e la restituzione anche dell’ultimo immobile ancora gravato dalla confisca di prevenzione. Salvatore Gioè ed i di lui familiari, costituitisi come terzi interessati nel giudizio di prevenzione, sono stati difesi dal collegio difensivo composto dagli Avvocati Giuseppe Gentile, Gianfranco Giunta e Marco Maviglia del Foro di Reggio Calabria ed Alfredo Foti del Foro di Roma.
