La provincia di Messina esulta oggi per la notizia dell’assegnazione delle Bandiere Blu a diverse località della sua provincia, con addirittura la new entry Furci Siculo. La festa è però stata parzialmente rovinata dall’assenza delle spiagge cittadine, un obiettivo a cui la precedente amministrazione Comunale aveva puntato decisamente. Basta scorrere sul profilo dell’ex sindaco Cateno De Luca per trovare un gran numero di post in cui già dal 2019 parlava con determinazione dal risultato da conquistare. “Bandiera Blu 2022, start! Ho appena firmato l’istanza per il riconoscimento del certificato per Capo Peloro e Santa Margherita. Domani mattina l’assessore Dafne Musolino presenterà la domanda direttamente alla sede della FEE a Roma”, scrive ad esempio l’inquilino di Palazzo Zanca lo scorso 16 dicembre.
Per raggiungere l’ambito traguardo, riservato dall’ente danese ai litorali più attrezzati d’Italia, l’amministrazione comunale si era affidata a MessinaServizi e all’Amam, le due partecipate che si occupano rispettivamente di rifiuti e di approvvigionamento idrico, due importanti requisiti che avrebbero potuto permettere alla città di conquistare la Bandiera Blu. L’investimento previsto era di 150mila euro per isole ecologiche, contrassegnate dalle relative bandiere, per il conferimento dei rifiuti e di provvedere al loro svuotamento con frequenza giornaliera, mentre sarebbero anche dovute essere installate 18 docce pubbliche, oltre quelle già installate nei punti “Aspettando la Bandiera” di Santa Margherita e Capo Peloro, che siano provviste anche di punto doccia per i cittadini disabili. “Credo che le nostre spiagge siano state, e sono ancora adesso, senza alcun dubbio quelle più pulite in tutta la Sicilia. Stiamo rappresentando un esempio per tutti”, commentava ancora De Luca dopo uno dei suoi viaggi perlustrativi. Parole che però, anche per quest’anno, non si sono concretizzate nei fatti e molti cittadini stanno già manifestando la propria delusione.
