Il Consiglio Comunale di Reggio Calabria, nel pomeriggio di oggi, ha approvato il PEF (Piano Economico e Finanziario) nonostante il mare di polemiche dell’opposizione a Palazzo San Giorgio. Alle pesanti critiche di Antonino Minicuci e Saverio Pazzano si è aggiunta anche Filomena Iatì, fino allo scorso mese Consigliere al posto della rientrante Angela Marcianò. L’avvocato critica i modi della maggioranza: “‘Ancora una volta’. In appena 1 ora, 12 minuti e 55 secondi si è concluso il Consiglio Comunale convocato per l’approvazione del PEF (Piano Economico Finanziario) Rifiuti. Un comportamento riprovevole di una parte della maggioranza che, con atteggiamento sprezzante, si sottrae al confronto democratico, per consumare l’ennesima vergogna nei confronti della città di Reggio Calabria. Ancora una volta è stato sferrato, ad una città ormai rassegnata ad essere governata dalla dis-amministrazione, che dura da tanto, troppo tempo, un attacco frontale alla partecipazione, alla trasparenza, al rispetto delle minoranze. Infatti parlano chiaro e sono incontrovertibili!”.
Per l’avvocato Filomena Iatì il Piano si sarebbe potuto approvare con più calma dando la possibilità a tutti di studiare gli atti che lo compongono, per discutere al meglio e democraticamente la questione. Questo soprattutto dopo che, la stessa mattina in Prefettura, il Ministro Luciana Lamorgese ha annunciato di aver firmato la proroga per rimandare al prossimo 30 giugno le scadenze dei bilanci di previsione dei Comuni. “Questa maggioranza avrebbe potuto, ed anzi dovuto, accogliere la richiesta formulata dall’opposizione di rinviare la seduta del consiglio comunale di qualche settimana al fine di consentire ai consiglieri comunali TUTTI, di maggioranza e minoranza, di approfondire un documento tanto complesso quanto fondamentale come il PEF, dando finalmente dimostrazione di volere davvero garantire la partecipazione e tutelare le prerogative proprie del consigliere comunale – prosegue Iatì – . Lo avrebbe potuto e dovuto fare anche perché, ricordo a me stessa, il PEF non è un documento che troverà subito applicazione, in quanto, adottata la proposta di deliberazione odierna, quest’ultima, PER FORTUNA, visto che la tariffa resterà invariata, dovrà prima passare all’esame dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), ed entrerà in vigore solo il prossimo anno!”.
Iatì è tuttavia convinta del fatto che l’intenzione era proprio quella di evitare un democratico scambio di vedute: “certo, favorire il confronto nelle sedi a ciò deputate tra consiglieri comunali, per approfondire e comprendere il contenuto e le finalità del PEF è comportamento per nulla preso in considerazione da questa maggioranza che, diciamocelo pure, è avvantaggiata nella comprensione anche degli atti specialistici e complessi, dal supporto dei dirigenti che in soli tre giorni, dal 26 al 28 maggio, hanno definito la procedura! Con il determinante ruolo svolto dal direttore generale, già segretario comunale di seconda fascia trasferito nel 2001 come dirigente al comune di Reggio Calabria, che, oltre ad assommare altri incarichi “gravosi”(vice-segretario generale, dirigente ad interim del settore appalti e fino a qualche mese fa anche del settore tributi), è stato individuato quale soggetto terzo preposto alla validazione del PEF per il periodo regolatorio 2022-2025”.
“È convincimento personale che solo grazie all’alacre lavoro di training accelerato sul PEF svolto dal direttore generale e dai dirigenti preposti, i consiglieri comunali di maggioranza hanno avuto contezza del contenuto del piano in meno di 24 ore! Almeno così lascia supporre lo svolgimento del consiglio comunale di oggi, durante il quale bene ha fatto l’opposizione ad abbandonare coerentemente l’aula, e gli interventi dei consiglieri comunali di maggioranza che non sono entrati nel merito del provvedimento (l’apprendimento forse era a scadenza di 24 ore) ma si sono sperticati in banali quanto ridicole lodi ai dirigenti per “aver lavorato di sabato e di domenica!”. Silenzio sul meccanismo di funzionamento del PEF, sulla procedura di adozione e sulla validazione , che richiede una complessa e specifica istruttoria, dello stesso piano. Una classe dirigente burocratica che è responsabile del degrado sempre più evidente della nostra città. Non ci sono altre parole per esprimere lo sdegno per tutte le offese che i reggini stanno subendo!”, conclude Filomena Iatì.
