“Pensiamo una partita alla volta, abbiamo il dovere di crederci perché la matematica non ci condanna. Peccato per il solo punto in queste ultime due partite, perché considerando gli altri risultati saremmo potuti essere molto vicini all’ottavo posto. Ma ancora tutto è possibile, anche se è difficile anche per i due punti di penalizzazione che verranno”. Esordisce così in conferenza stampa il tecnico amaranto Roberto Stellone alla vigilia di Ascoli-Reggina di domani (fischio d’inizio ore 15.30).
Passo indietro al match di Benevento. “Il risultato e la prestazione parlano chiaro, un allenatore per questo si deve porre le domande, così come fate voi giornalisti. Con il Benevento abbiamo perso alcuni duelli e nel calcio fa meglio chi li vince. Abbiamo fatto bene fino allo 0-2. Già alla vigilia avevo detto che affrontando il Benevento con un centrocampo folto si sarebbe subito il 60-70% del possesso palla, il Pisa l’ha fatto col 4-2-3-1 e ha preso 5 gol. C’è chi poi l’ha affrontato a viso aperto e l’ha battuto. Quando affronti Tyson le strade sono due: o scappi intorno al ring per tutto il tempo o ci provi e speri che possa andare KO. A volte non è detto che mettere tre attaccanti vuol dire essere offensivi. A Cittadella abbiamo giocato senza attaccanti ma abbiamo avuto occasioni nitide. Col Benevento lo 0-3 è bugiardo. Noi spesso stavamo dietro 3 contro 3 e quello è un vantaggio se tu riesci a tenere palla in alto per molto tempo, noi ci siamo riusciti in avvio”.
Sull’avversario di domani e sull’allenatore, Sottil: “ci conosciamo, abbiamo giocato insieme sia qui a Reggio che a Genova. Sta facendo un gran lavoro, sin da quando è arrivato ad Ascoli l’anno scorso. La squadra gioca bene, ha buone individualità. E’ una squadra che a me piace, cercheranno di fare il massimo per riscattare la sconfitta di Monza. Farò 6-7 cambi, per far rifiatare qualcuno, ma è solo un discorso di forze fresche. Le rotazioni le mantengo per questa gara, farò scelte per il bene della squadra e del giocatore. Spesso un calciatore cade in depressione se non gioca per tre o quattro partite. L’allenatore ha il dovere di motivarlo. Dopo queste partite, nelle restanti quattro vediamo l’obiettivo che ci si porrà. Se restano i playoff, metterò la migliore formazione possibile, altrimenti andremo a sperimentare con qualche giocatore che è stato meno utilizzato. Ma non pensiamoci adesso, ora pensiamo ad Ascoli e, anche se dovessimo perdere domani, le ultime quattro partite per noi non saranno una vacanza”.
“Ne convocheremo 24, c’è Adjapong che non ha recuperato dal problema di Benevento, Di Chiara squalificato, Lakicevic ancora infortunato e Damiano Franco non partirà con la squadra. Amione sta facendo benissimo, col Benevento ha corso e faticato, aveva il flessore un po’ pieno ed è bene farlo riposare. Si cambieranno due terzi di difesa? Anche tre terzi, può essere”.
Poi, a chiudere, domanda sul futuro. Stellone ribadisce la volontà di proseguire: “Io qua mi trovo benissimo, mi sono trovato benissimo con l’ambiente, con la squadra, con la società, con voi giornalisti, con il ds Taibi. Per me c’è tutta la volontà di continuare. Parlando con Massimo, che ha parlato col Presidente, non ci sarà nessun problema economico, su quello ci siamo già messi d’accordo. Mi piace l’idea della società sulla nuova linea, poi bisogna vedere se verrà mantenuta o no. Come quando un allenatore subentra deve far rendere al massimo gli elementi che ha, io farò uguale e avremo tempo per parlare di questo. Questi due mesi sono stati fondamentali, perché mi sono fatto un’idea – se dovessi essere anch’io l’allenatore – sui calciatori che a me piacciono e quelli che per caratteristiche mi piacciono un po’ meno. Dopo la firma avremo modo di costruire una squadra competitiva, il prima possibile perché è importante avere una squadra già pronta per il ritiro. Con Taibi c’è empatia, ci troviamo su molti punti. Non vedo l’ora che viene deciso il tutto”.
