Domani, 6 aprile 2022, dopo tre lunghi anni di preoccupazioni, dolori e sofferenze, presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, si terrà l’udienza per il tentato omicidio di Maria Antonietta Rositani. Papà Carlo che in questi anni ha sempre lottato dandosi forza senza piegarsi pur di dare giustizia alla figlia, ci ha inviato una lettera che pubblichiamo a corredo. Ecco il testo della lettera:
“Giorno 6 Aprile 2022 alle ore 9,20 presso la Corte D’Appello di Reggio Calabria, udienza per il tentato omicidio di Maria Antonietta Rositani per stabilire se Ciro Russo, il 12 marzo del 2019, giorno in cui tentò di uccidere l’ex moglie, “fosse capace di intendere e volere”. In aula ci saranno col cuore i nostri legali, Avvocato Alessandro Elia, Avvocato Massimiliano Santaiti, Avvocato Maria Leonardo, Associazione UDI, Associazione Insieme per Marianna per la Parte Civile, Dottor Taglieri, Dottoressa Luisa D’Aniello e Prof Marasco, nostri Periti che hanno avuto modo di osservare e studiare il comportamento dell’uomo che, in primo grado, è stato condannato a 18 anni di reclusione per il tentato omicidio della ex moglie arrivando alla conclusione che quando Ciro Russo diede fuoco all’autovettura sulla quale viaggiava Maria Antonietta, era capace di intendere e di volere.
In un tempo caratterizzato da una pandemia mondiale ancora in pieno corso, il tema della violenza di genere e della tutela dei donne e dei più deboli deve assumere sempre maggiore centralità nell’ambito dell’agenda politica nazionale e anche locale a livello comunale e metropolitano.
Ma tutto tace, è silenzio, buio, da parte di chi ha il doveredi proteggere, legiferare, fare, aiutare, donarsi col cuore verso chi soffre per colpa di esseri non esseri di gente criminale, che spesso abitano mascherati da buoni, il pianerottolo di casa nostra gentaglia, spavalda dalla mentalità grezza, egoista, disumana e patriarcale.
Occorre più attenzione, più amore, più vicinanza verso chi debole trova il coraggio la forza di denunciare l’ Orco di turno che abita vile le mura domestiche di casa. Abita vigliacco tra di noi, un malvagio che lentamente spegne le vite delle donne, delle nostre figlie delle mamme distruggendo anche le vite di intere famiglie.
Si, perché queste tragedie accadono quasi sempre a cuore sereno, all’improvviso e in un attimo si bruciano famiglie
e si spengono per sempre i sorrisi. Si cade in un baratro da dove solo la fede, le preghiere e la vicinanza di tanta gente per bene danno amore e forza alla famiglia per non precipitare oltre la vita dei giusti.
Mai violenza
Mai vendetta
Mai odio
Solo amore.
Questo è accaduto quel 12 marzo del 2019 a mia figlia, alla mia famiglia e alla famiglia di Ciro Russo che non ha colpe dei figli, nostri figli, figli di questo strano mondo, esseri non esseri non non umani cresciuti con amore spesso mariti e padri riescono con la loro mentalità criminale e patriarcale a plagiare, offendere, maltrattare, schiaffeggiare, donne indifese.
E’ gente perfettamente sana di mente che si sente Dio e Re in casa che con la loro ingorda cattiveria riescono ad annullare la mente di donne, mamme, spose, fino a bruciare la loro mente polverizzando alla fine anche i loro corpi.
Questo è accaduto a mia figlia, voleva ucciderla il suo ex marito, bruciarla viva in macchina. Non è riuscito nel suo diabolico piano perché il buon Dio non ha voluto, mentre altre donne della nostra terra che avevano denunciato più volte come mia figlia alle Forze dell’Ordine, purtroppo oggi sono con Dio nel cielo del Paradiso.
Io sono un padre fortunato, che posso raccontare questa triste e inumana storia mia figlia è viva, seppur col corpo cuore e anima feriti bruciati a vita. Posso raccontarlo oggi da Padre e da Italiano con gli occhi umidi di dolore inchinandomi con la preghiera davanti a tutte quelle famiglie che hanno perso una figlia, una sorella, una mamma.
Ciro l’ex marito e padre dei miei due nipoti Annie e William non è un malato Ciro è perfettamente sano di mente.
Lo è sempre stato durante i venti anni di matrimonio con mia figlia. Lo è sempre stato anche durante quel lungo viaggio di quasi cinquecento chilometri da Ercolano a Reggio Calabria alla guida della macchina rubata a suo padre che dormiva nella notte del 12 marzo del 2019. Era sano di mente mentre sistemava il letto di casa con cuscini in modo da fare apparire che lui Ciro stesse nel letto a dormire nel caso che i suoi genitori si fossero alzati nella notte.
Era perfettamente sano di mente quando ha rotto il salvadanaio che si era fatto comprare dalla mamma lo stesso giorno del suo arrivo a Ercolano dove doveva scontare tre anni di reclusione agli arresti domiciliari per maltrattamenti in famiglia in presenza di un minore del piccolo William.
Quei soldi gli son serviti poi per arrivare a Reggio Calabria, per il carburante da riempire con mano ferma senza imbuto tre bottiglie di benzina in una stazione di servizio alle sei del mattino sul Viale Europa appena arrivato a Reggio per bruciare mia figlia. Bruciare, uccidere la madre dei due suoi figli.
Quei soldi sono serviti anche a comprarsi a poche centinaia di metri dalla Caserma dei Carabinieri in una pizzeria di Reggio Calabria un pezzo di pizza la sera del 13 marzo e proprio mentre gustava soddisfatto quel pezzo di pizza gioendo del suo misfatto mentre tutti noi eravamo riuniti a casa stretti nel nostro dolore a piangere Maria Antonietta distante da noi povera figlia tutta sola tra gente buona ma sconosciuta lei distesa su un letto d’Ospedale in Terapia Intensiva a Bari, lui Ciro, mentre gustava la pizza veniva arrestato.
Era perfettamente sano di mente quella mattina che quando dopo aver riempito le tre bottiglie di benzina si mise a telefonare a mia figlia offendendola al telefono.
Era sano di mente quando si mise quella stessa mattina davanti al cancello di casa di Maria Antonietta per attendere che lei uscisse per portare Annie e William a scuola.
Vigliacco la segui’ in macchina, attese che lei lasciasse a scuola i figli nella zona alta di Reggio Calabria per continuare poi a seguirla fino su quella via Frangipane difronte al suo Liceo dove venti anni prima davanti ai miei occhi umidi di gioia Maria Antonietta si era diplomata.
Era sano di mente mentre la speronava stringendola contro un muro imprigionandola in macchina.
Era sano di mente mentre sulla macchina buttava la benzina dandole fuoco.
Era sano di mente anche dopo quando Maria Antonietta riuscì ad uscire dal lato passeggero e lui criminale non contento continuò a svuotare le bottiglie di benzina sul viso di Maria Antonietta.
Urlando vigliacco contro di lei “Muori…Muori…”
Era consapevole e sano di mente mentre all’ interno della macchina bruciava il piccolo cagnolino Diuk.
Era consapevole di tutto pienamente sano di mente mentre scappava vigliacco lasciando in terra a bruciare la donna che diceva di amare la madre dei suoi due figli.
Ecco perché da padre racconto questa storia affinchè non accada mai più ad altre figlie quello che è accaduto a mia figlia. Un padre lasciato da solo senza alcun aiuto sincero dalle Istituzioni italiane. Un solo aiuto è arrivato più volte da un piccolo paesino della provincia di Reggio Calabria, Varapodio.Un Comune che con amore ci è stato vicino anche economicamente senza fare passerelle e alcuna pubblicità.
Ecco lasciato da solo da tutte le Istituzioni italiane a piangere con la mia famiglia Solo ma grazie a Dio accanto
a noi tanti volti buoni sconosciuti che con il loro amore ci hanno aiutato a vivere da padre posso solo dire che quel figlio che mi ero messo in casa credendo nel suo sincero amore verso mia figlia alla fine si è dimostrato un figlio criminale, ma sano di mente.
La violenza non è mai pazzia, è violenza e basta. Ai genitori dico fate attenzione prima di dire un “Si“ a una figlia per troppo bene d’ amore spesso dietro un abbraccio un sorriso si nasconde una mente spavalda egoista e patriarcale
si nasconde un criminale. Io credo in Dio nella giustizia ma da padre e da italiano non riesco a darmi Pace.
Tutto si poteva evitare sarebbe bastato aprire il cuore davanti a tutte quelle denunce presentate da mia figlia prima del terribile disumano agguato.
Dico a Dio perchè ….perchè…….
Che Dio apra il cuore a chi deve con legge e umanità ,vigilare, tutelare e GIUDICARE
Dal cuore grazie
#stopviolenza
Papà Carlo”.
