“L’Italia nascosta”: così il Guardian consiglia agli inglesi le vacanze in Calabria e Sicilia

Il giornale britannico esalta il Parco Nazionale del Pollino e il 'Menfishire' della Sicilia sud-occidentale

Sono passati ormai più di due anni da quando l’Italia è stato il primo Paese occidentale a dichiarare un lockdown a livello nazionale per il Covid-19. Nonostante qualche abitudine sia ormai cambiata a causa della pandemia, tutto il resto è immutato e rende il Belpaese la meta turistica preferita consigliata dal The Guardian: “cibo, vino, storia, arte, paesaggi e persone. C’è ancora tanto lì da assaporare, e tanto più appagante fuori dai circuiti turistici più battuti”. Dalla Sardegna, passando per il Friuli Venezia Giulia, ma tra le località suggerite ci sono anche Calabria e Sicilia: il giornale britannico esalta, infatti, il Parco Nazionale del Pollino e il ‘Menfishire‘.

Pollino: un paradiso verde tra Calabria e Basilicata

“Coloro che sono preoccupati per il sovraffollamento negli hotspot britannici come Snowdon e il Lake District possono trovare la solitudine che si vive nel più grande parco nazionale d’Italia, il Pollino. Comprende quasi 750 metri quadri di burroni boscosi, altopiani erbosi pascolati da cavalli selvaggi e cime rocciose, ma la sua posizione nel sud-ovest scarsamente popolato significa che conta centinaia di migliaia di visitatori (ai 47 milioni di visite del Lake District in 2019)”, si legge nella descrizione. “Il Pollino si trova a cavallo tra la Basilicata e la Calabria e presenta cinque cime oltre i 2.000 metri, tutte percorribili senza particolari attrezzature da chiunque sia fisicamente in forma. Il Monte Pollino (il nome deriva da “monte di Apollo”) di 2.248 metri è ben segnalato e frequentato, con facile accesso (e parcheggio) sulla Strada Ruggio Visitone, a mezz’ora di auto dai paesi di Viggianello e Rotonda. La montagna più alta, Serra Dolcedorme di 2.267 metri, è la più difficile da raggiungere”.

Gli escursionisti inesperti potrebbero preferire camminare con una guida locale, ma “anche gli escursionisti esperti si godrebbero una giornata con il competente e paziente Giuseppe Cosenza , con sede nel paese di Laino Borgo. È una fonte di curiosità. Il Pollino è ricco anche di percorsi per i meno ambiziosi. L’ ufficio del parco nazionale a Rotonda e gli info point in tutto il parco dispongono di mappe e volantini, inclusi alcuni percorsi storici che collegano antichi insediamenti. La maggior parte dei sentieri è segnalata, ma il GPS del telefono è utile qui. Anche in estate è possibile camminare tutto il giorno e non vedere nessuno. Per i più avventurosi c’è il rafting e il canyoning sul fiume Lao, che sorge sulle montagne del Pollino e attraversa un profondo e spettacolare canyon sul bordo occidentale del parco, con rapide di II e III classe”.

‘Menfishire’, Sicilia sud-occidentale

“Le persone producono vino in Sicilia da più di 6.000 anni, la bevanda preferita di Giulio Cesare veniva dall’isola”. E’ così che The Guardian descrive il territorio siciliano, consigliandolo ai propri lettori. Il giornale sottolinea la bontà dei prodotti locali, dai formaggi alle rare verdure che crescono in questa particolare parte d’Italia, e poi suggerisce diverse mete turistiche nei presi di Menfi: “c’è molto da fare oltre a mangiare e bere. A sud di Menfi c’è un arco di sei miglia di spiaggia dorata in gran parte non sviluppata. Un tratto centrale chiamato Lido Fiori è attraversato da un ruscello e da un ottimo ristorante di pesce, il Salisà. All’inizio di giugno la spiaggia è quasi vuota e il parcheggio è gratuito. Le rovine di Agrigento catturano la maggior parte dell’attenzione dei turisti, ma a 20 minuti di auto da Menfi c’è Selinunte, meno conosciuta ma più grande. Un tempo importante città greca su una collina a picco sul mare, fu saccheggiata da Cartagine nel 409 a.C.”.