Per mesi è stato ripetuto che i vaccini anti-Covid “sono sicuri ed efficaci”, ma la garanzia di questi requisiti “era appesa ad una serie di documenti che negli uffici degli enti competenti non sono mai arrivati”. E’ quanto ha commentato Enzo Iapichino, legale di Idu, associazione Istanza diritti umani che comprende medici, operatori sanitari e comuni cittadini. Le rassicurazioni del direttore generale Aifa, Nicola Magrini, e del ministro Roberto Speranza, sono adesso messe in discussione da una denuncia-querela contro i massimi dirigenti dell’Agenzia italiana del farmaco, Istituto Superiore di Sanità, Comitato tecnico scientifico e Ministero della Salute, depositata di recente da Idu alla Procura di Roma. Le ipotesi di reato contro la salute pubblica, lesione, omissione d’atti d’ufficio, falso in atto pubblico sono frutto di indagine approfondita condotta da un team di quattro legali.
Dall’indagine emergerebbe come quanti dovevano garantire la sicurezza dei cittadini italiani non avrebbero mai recuperato dati e documenti che la legge imponeva loro di raccogliere e valutare. Il punto di partenza della querela è che “non essendo stati sottoposti a un ciclo completo di sperimentazione, i vaccini anti-Covid sono stati immessi sul mercato in ‘regime di autorizzazione condizionata’, subordinata cioè al rispetto di una serie di requisiti che le case farmaceutiche devono garantire e sottoporre a continua verifica”. A specificarlo sono gli stessi foglietti illustrativi Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson & Johnson, così come Aifa (tramite una determina del 23 dicembre 2020 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale) chiede una serie di “Rapporti intermedi di sicurezza” da depositare secondo un calendario periodico e programmatico nel periodo tra gennaio 2021 e dicembre 2023.
“Che l’organo di controllo istituzionale per il territorio italiano non sia in possesso della relazione è molto grave”, commenta ancora l’avvocato Iapichino, che poi afferma: “è inoltre curioso che, se da un lato ci dicono che i dati sono privati, dall’altro ci invitano a rivolgerci ad Ema per ottenerli”. “Su quali basi sono state adottate le misure di obbligo vaccinale, ad esempio per gli over 50, ed è stato dato l’ok per la somministrazione ai bambini, se i dati necessari a garantire la sicurezza dei vaccini non sono noti o non sono stati comunicati?”, si chiede la presidente di Idu, Giusy Pace. Dal Ministero della Salute non emerge alcun tipo di documento, l’Ema ha dato risposta negativa per gli accessi. Insomma, ancora dubbi e interrogativi che rimangono irrisolti, è adesso la Procura di Roma chiamata a scioglierli.
