E’ scattata questa mattina un’operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che ha eseguito l’ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale interdittiva emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 6 professori ordinari e 2 dipendenti dell’area amministrativa dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Sono 4 in tutto, oltre al rettore, Santo Marcello Zimbone, ed al suo predecessore, Pasquale Catanoso, attuale prorettore vicario, i docenti dell’ateneo reggino nei confronti dei quali il Gip, su richiesta della Procura della Repubblica diretta da Giovanni Bombardieri, ha disposto l’interdizione, e la conseguente sospensione dal servizio, per un periodo che va da 2 a 6 mesi. I docenti ai quali è stato notificato il provvedimento sono Ottavio Salvatore Amaro, professore associato del Dipartimento di architettura ed ex direttore generale dell’ateneo; Adolfo Santini, direttore del Dipartimento di architettura; Massimiliano Ferrara, direttore del Dipartimento di giurisprudenza, economia e scienze umane, e Antonino Mazza Laboccetta, professore associato dello stesso Dipartimento di giurisprudenza. L’interdizione è stata disposta, inoltre, anche per due funzionari dell’Area tecnico-scientifica elaborazione dati dell’università, Alessandro Taverriti e Rosario Russo.
Concorsi pilotati all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, la denuncia di un aspirante ricercatore: “sono stata invitata ad aspettare il mio turno”
Sarebbe stata invitata ad “aspettare il proprio turno” e a rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa la candidata risultata non vincitrice di un concorso all’Università Mediterranea di Reggio Calabria che ha fatto scattare le indagini che hanno portato all’interdizione di dieci mesi del rettore dell’ateneo Santo Marcello Zimbone, del pro rettore vicario Pasquale Catanoso, di altri quattro docenti ordinari e di due dipendenti dell’area amministrativa. Nella denuncia venivano segnalate condotte irregolari che sarebbero state perpetrate nella procedura di valutazione per un posto di ricercatore universitario. Contro l’esito della selezione, la candidata aveva promosso alcuni ricorsi presso i competenti organi di giustizia amministrativa ma, stando alle indagini, le veniva suggerito di rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa ed “aspettare il proprio turno” per avere accesso a future opportunità professionali all’interno del dipartimento. L’indagine ha evidenziato anche irregolarità nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e pertanto idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti “direttamente” o a seguito di “segnalazione“. I concorsi che sarebbero stati truccati, secondo gli inquirenti, riguardavano indistintamente le posizioni di ricercatori, di professori ordinari e associati, di assegnisti di ricerca nonché le selezioni per l’accesso ai dottorati di ricerca e ai corsi di specializzazione.
Concorsi pilotati, presunti illeciti anche agli appalti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria nella gestione di carte di credito ed auto di servizio
La Guardia di finanza, nell’ambito dell’indagine su presunti illeciti nella gestione da parte dell’università “Mediterranea” di Reggio Calabria di concorsi per la copertura di posti di ricercatore, sta anche svolgendo accertamenti su alcuni appalti e sull’utilizzo delle risorse destinate all’ateneo. In particolare, alcuni appalti relativi a lavori di manutenzione dei locali universitari sarebbero stati assegnati in assenza di specifiche procedure di gara. Nei confronti di alcuni indagati, inoltre, s’ipotizza anche il reato di peculato poiché avrebbero utilizzato per fini privati le autovetture di servizio che gli erano state assegnate. Lo stesso andazzo sarebbe stato seguito anche nell’utilizzo delle carte di credito intestate all’Università e “reiteratamente utilizzate – afferma il Gip nell’ordinanza con cui ha disposto le interdizioni – per pagare spese di natura prettamente personale“. Nel provvedimento si parla, inoltre, di “un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica nella direzione e gestione dell’Università Mediterranea e delle sue articolazioni compartimentali“.
Maxi operazione su presunti illeciti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, i nomi di tutti gli indagati. C’è anche Giuseppe Bombino, già Presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte
C’è anche Giuseppe Bombino, già Presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte, tra i 52 indagati nell’indagine della Procura di Reggio Calabria. Di seguito tutti i nomi:
- Adamo Rita Elvira
- Albanese Giuliana Renata
- Amaro Ottavio Salvatore
- Arcadi Nicola
- Bombino Giuseppe
- Catanoso Pasquale
- Condello Antonio
- Dato Zaira
- De Capua Alberto
- De Capua Claudio Roberto Maria
- Errante Lidia
- Fabbio Philipp
- Fera Giuseppe
- Ferrara Massimiliano
- Ferro Maria Giovanna
- Ginex Gaetano
- Gulisano Giovanni
- Laganà Iside Rita
- Laganà Filippo
- Lombardo Maria Teresa
- Maltese Demetrio
- Manti Chiara
- Manti Domenico
- Mazza Laboccetta Antonio
- Milardi Martino
- Morabito Francesco Carlo
- Neri Gianfranco
- Neri Ilaria Stefania
- Neri Paolo
- Panetta Rossella
- Panuccio Emilia Adele
- Pellitteri Giuseppe
- Presta Ida Giulia
- Russo Antonello
- Russo Rosario Maria Valerio
- Sabatini Francesca
- Saladino Giovanni
- Santini Adolfo
- Schena Leonardo
- Sciascia Andrea
- Sole Aurelia
- Tamburino Vincenzo
- Taverriti Alessandro
- Themos Laura
- Tornatora Rosa Marina
- Trimarchi Michele
- Tropea Giuseppe
- Uso Agostino
- Zampogna Giovanna
- Zampogna Giuseppe
- Zema Demetrio Antonio
- Zimbone Santo Marcello
In merito a tutto l’impianto accusatorio, è doveroso specificare che si tratta di ipotesi di reato che dovranno eventualmente essere confermate in sede di giudizio, e che quindi al momento tutti i soggetti coinvolti sono innocenti e non hanno avuto alcuna condanna in merito alle accuse ipotizzate dalla Procura.
